LE REAZIONI
Trump-Meloni diventa un caso diplomatico, Tajani annulla la visita negli Usa. Solidarietà trasversale alla premier
Il ministro degli Esteri: «Le gravi parole del presidente Usa nei confronti di Giorgia Meloni offendono tutta l'Italia»
Il caso Trump-Meloni si trasforma in un caso diplomatico. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato su X di aver annullato la missione negli Stati Uniti prevista per il 21 e 22 giugno: «Le gravi e offensive parole del presidente Trump nei confronti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni offendono tutta l'Italia». Una decisione che porta lo strappo dal piano delle dichiarazioni a quello dei rapporti istituzionali.
Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, che usa l'arma del paradosso: «Non posso immaginare Giorgia Meloni chiedere una fotografia a nessuno, nemmeno sotto minaccia». Crosetto legge nelle parole di Trump «una nuova caduta di stile» e osserva come «battute di questo tipo non fanno bene a nessuno: né agli Usa, né all'Italia, né all'alleanza».
Da Forza Italia arriva un coro compatto. Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, evoca lo scivolone delle «ginocchiere» rievocato in Aula e dice di essersi dovuto «ricredere» dopo le parole del presidente Usa, esprimendo «la più convinta vicinanza» alla premier. Stefania Craxi, presidente dei senatori azzurri, è la più articolata: ricorda che le dichiarazioni di Trump «contraddicono e indeboliscono lo spirito» del G7 di Evian, «smentite dalle immagini» stesse del vertice, ma assicura che il rapporto euro-atlantico è «più forte e solido dei picconamenti di Trump». Anche il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, da Bruxelles, parla di un atteggiamento che «mette a rischio lo storico rapporto» tra Usa ed Europa, avvertendo che le polemiche «non fanno piegare la testa all'Italia».
Solidarietà anche dagli altri ministri. Alessandro Giuli, titolare della Cultura, parla di «lezione storica che non ammette eccezioni, Stati Uniti compresi». Maria Elisabetta Alberti Casellati, ministra per le Riforme, si dice «esterrefatta» davanti a un'uscita che giudica incompatibile con «il percorso di dignità e di orgoglio» della premier.
Non manca chi nell'opposizione sceglie la via della solidarietà istituzionale prima della polemica politica: il dem Andrea Orlando scrive sui social che «chi schiaffeggia i rappresentanti dell'Italia schiaffeggia l'Italia». Diverso il tono di Riccardo Magi, segretario di +Europa, che parla di Trump che «bullizza» Meloni ma rilancia l'attacco sulla politica estera del governo, chiedendo alla premier di «schierarsi con decisione con l'Ue».