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la tragedia

Morire di parto a 23 anni dopo aver dato alla luce il figlio: shock a Melfi

Il neonato sta bene. La Regione avvia un'indagine interna, ma sul reparto pesano le recenti polemiche per la presunta carenza di personale

22 Giugno 2026, 18:29

18:30

Morire di parto a 23 anni dopo aver dato alla luce il figlio: shock a Melfi

All’ospedale di Melfi, in provincia di Potenza, una donna di 23 anni è morta dopo aver dato alla luce il suo bambino. Il neonato è in buone condizioni; sul piano strettamente clinico il parto si sarebbe concluso senza criticità. Successivamente, però, le condizioni della puerpera sono precipitate con rapidità estrema, fino a un decesso che al momento non ha spiegazioni rese pubbliche.

Nel pomeriggio di domenica 22 giugno 2026 il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e l’assessore alla Salute, Cosimo Latronico, hanno diffuso la notizia, esprimendo il loro profondo cordoglio al marito, al neonato e a tutti i familiari. Contestualmente, hanno annunciato la immediata apertura di un’indagine interna, chiedendo alla direzione dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo, da cui dipende il presidio di Melfi, di fare “piena luce” e “assoluta chiarezza” su quanto accaduto.

Dalle prime ricostruzioni cliniche emerge che la giovane sarebbe stata seguita in ogni fase da un un’équipe multidisciplinare completa. Il punto centrale dell’inchiesta amministrativa sarà definire con precisione la sequenza degli eventi, le tempistiche e i protocolli adottati nel momento in cui il quadro clinico ha iniziato a peggiorare all’improvviso, per comprendere se si sia trattato di una complicanza imprevedibile e fatale oppure di eventuali criticità assistenziali.

Come previsto dalla prassi nazionale in caso di decesso materno, verrà attivato anche il sistema di sorveglianza ostetrica dell’Istituto Superiore di Sanità (ItOSS), che contempla audit e indagini confidenziali.

La tragedia riaccende i riflettori su un reparto già finito al centro del dibattito pubblico nelle scorse settimane. Il 9 giugno 2026 la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo, aveva sollevato dubbi sulla sicurezza del punto nascita di Melfi, denunciando una presunta carenza di ostetriche. Una preoccupazione che l’11 giugno l’assessore Latronico aveva respinto come infondata. Richiamandosi alla metodologia Agenas, aveva spiegato che, a fronte di un fabbisogno standard di 12 ostetriche per un reparto con 500 parti l’anno, a Melfi ne risultavano assegnate 17. Anche tenendo conto di quattro assenze prolungate, secondo l’assessore i numeri consentivano alla struttura di operare in sicurezza e nel rispetto delle norme.