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il contenzioso

Madre contro figlio in tribunale: Margherita Agnelli presenta il conto da 1,3 milioni a John Elkann

Nel mirino i danni "personali, familiari e reputazionali". L'udienza torinese trasforma la battaglia per la cassaforte Dicembre in uno scontro diretto sul dolore di una dinastia

23 Giugno 2026, 00:02

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Madre contro figlio in tribunale: Margherita Agnelli presenta il conto da 1,3 milioni a John Elkann

L’importo è 1,3 milioni di euro: tanto chiede Margherita Agnelli a titolo di soli danni morali, nel tentativo di costituirsi parte civile nel procedimento penale a carico del primogenito, John Elkann.

Non è più la “solita” disputa sulle partecipazioni azionarie, ma uno snodo processuale che trasforma una lunga contesa ereditaria in un durissimo confronto frontale tra madre e figlio.

La domanda di risarcimento approda nel cruciale passaggio dell’udienza preliminare a Torino, incentrata sull’ipotesi di residenza fittizia in Svizzera di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli.

Optando per la costituzione di parte civile, Margherita esce dal solo perimetro delle liti civili e chiede il riconoscimento del pregiudizio direttamente nel processo penale.

Perché proprio 1,3 milioni per i danni morali? Come evidenziato nelle ricostruzioni, la somma assume un valore che supera l’aspetto economico, segnalando una lesione che la figlia dell’Avvocato definisce non soltanto patrimoniale, ma profondamente “personale, familiare e reputazionale”.

Per Margherita, la posta in gioco riguarda il danno subito nella sua veste di figlia, erede e madre in aperto conflitto con i figli maggiori.

A sostenere questa impostazione vi è un’accusa pesante avanzata dalla difesa: l’esistenza di un vero e proprio “piano fraudolento” ordito ai suoi danni.

Una formula che tenta di ricomporre in un disegno unitario i tasselli di una strategia complessa — dalla discussa residenza estera di Marella alle scelte societarie — interpretandoli come una macchinazione ai suoi danni.

Il fascicolo torinese, scaturito da un esposto presentato dalla stessa Margherita, vede la Procura chiedere il rinvio a giudizio per John Elkann e per il commercialista Gianluca Ferrero.

Pur restando sullo sfondo il baricentro della guerra familiare — il controllo della holding “Dicembre”, cassaforte che governa Exor, Stellantis e Ferrari, e il patto successorio da 1,3 miliardi firmato nel 2004 — è la richiesta di questi 1,3 milioni a marcare il punto di non ritorno, emotivo e processuale.

Con la domanda di danni morali, la frattura domestica irrompe nella scena penale, a dimostrazione che, prima ancora delle azioni, in quell’aula si regolano conti rimasti aperti dentro una famiglia.