Tregua
Svolta nello Stretto di Hormuz: coordinamento navale per 30 giorni e aperture commerciali con gli Stati Uniti
Iran e Usa concordano un meccanismo di coordinamento per il traffico nello Stretto. E poi la precisazione: Teheran non è obbligata ad acquistare prodotti americani
«Abbiamo concordato di istituire un meccanismo di coordinamento, che include una linea diretta e un centro di contatto a cui rivolgersi in caso di ambiguità o controversie» rispetto al traffico marittimo dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il capo negoziatore dell’Iran Mohammed Bagher Ghalibaf, parlando dei colloqui con gli Usa. «Durante questo periodo di 30 giorni, ai sensi dell’articolo 5 - ha aggiunto - le parti potranno mantenere uno stretto coordinamento affinché le navi che transitano nello Stretto possano farlo in modo più sicuro ed efficiente. Con l’aiuto di Dio, questo contribuirà a migliorare i flussi di traffico e i volumi di navi attraverso lo Stretto, a dare impulso all’economia regionale, a sostenere l’economia globale e a permetterci di guardare avanti».
Il governatore della Banca Centrale iraniana Abdolnasser Hemmati ha intanto dichiarato che Teheran non ha alcun obbligo, in base all’accordo già firmato con gli Stati Uniti, di acquistare prodotti agricoli o materie prime da quel paese. «Tuttavia, non c'è alcun problema ad acquistare dagli americani, se il prezzo e la qualità dei loro prodotti sono più convenienti rispetto a quelli di altri paesi. Anche negli anni passati li abbiamo importati da grandi paesi, America ed Europa», ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna.
Le dichiarazioni di Hemmati giungono un giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che qualsiasi bene iraniano rilasciato in base a futuri accordi sarebbe utilizzato da Teheran esclusivamente per acquistare prodotti alimentari dagli Stati Uniti.