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Caldo, l'Europa non respira: la "canicule" causa annegamenti in Francia e chiude prima la Tour Eiffel
Provvedimenti per l'emergenza alte temperature anche nel Regno Unito, in Germania e in Olanda
L'Afa avvolge l'Europa facendo scattare non poche emergenze in particolare in Francia e in Gran Bretagna.
La situazione più preoccupante al momento è nel Paese governato da Emanuel Macron, dove sono 40 le persone morte per annegamento dal 18 giugno: è quanto riferito dal premier francese Sébastien Lecornu, in un Paese che ha appena attraversato la notte più calda dal 1947 e dove in tanti hanno cercato refrigerio in acque vietate alla balneazione come laghi, fiumi e canali non sorvegliati. Il capo del governo, che presiede oggi un nuovo vertice interministeriale di crisi con 18 ministri, ha deplorato il "triste flagello" degli annegamenti causato dalla cosiddetta "canicule", il caldo torrido che sta appunto investendo il Paese. Dinanzi all’afa di questi giorni, tanti francesi sentono il bisogno di rinfrescarsi anche in acque non autorizzate con pericolo di morte.
Sempre il primo ministro francese ha annunciato oggi l’attivazione del Piano Orsan 2, di fronte alla forte sollecitazione dei servizi d’emergenza e delle ambulanze di fronte all’ondata di caldo. "Il dispositivo Orsan - ha scritto Lecornu su X - rappresenta il quadro di preparazione e risposta operativa del sistema sanitario di fronte alle situazioni sanitarie eccezionali".
E fa troppo caldo anche per la Tour Eiffel: lo storico simbolo di Parigi chiuderà oggi a partire dalle 16 a causa dell’afa. L’anticipo della chiusura, che avviene normalmente un quarto d’ora prima dell’una di notte, è stata annunciata dalla società che gestisce la Torre.
Ma si moltiplicano anche nel Regno Unito i disagi e le misure precauzionali legate all’ondata di caldo eccezionale che sta investendo l’isola. L’Old Wye Bridge di Chepstow, vecchio ponte stradale e pedonale che collega Inghilterra e Galles, è stato infatti chiuso per motivi di prudenza, mentre nella zona le temperature sono risalite a quota 32, ben oltre le medie stagionali. La struttura, rimasta bloccata per diversi mesi a partire dall’ottobre 2025 a causa di timori legati alla sua tenuta e riaperta solo la settimana scorsa, è stata nuovamente chiusa al passaggio degli autoveicoli: gli specialisti hanno infatti individuato nuove crepe in alcuni travi portanti, che il caldo e l’umidità potrebbero aggravare fino a concreti rischi per la sicurezza, riporta la Bbc.
Resta invece da confermare la decisione del governo di una possibile chiusura delle scuole, domani e dopodomani, in alcune aree dell’Inghilterra e del Galles dove è previsto un innalzamento dell’allerta meteo britannica fino a un rarissimo allarme rosso locale: a causa di picchi di temperatura record attesi a ridosso dei 40 gradi.
Con temperature fino a 40 gradi, in Germania venerdì potrebbe essere battuto il record di caldo finora registrato per il mese di giugno. Soprattutto nell’ovest e nel sud-ovest potrebbe verificarsi il superamento di tale soglia, ha dichiarato alla Deutsche Presse-Agentur una portavoce del Servizio meteorologico tedesco (Dwd). Il precedente record di temperatura per il mese di giugno era stato registrato il 30 giugno 2019 a Bernburg, nel Land della Sassonia-Anhalt: all’epoca il termometro segnava 39,6 gradi. Il caldo continuerà a persistere, soprattutto nella parte meridionale del Paese. Allo stesso tempo, il rischio di incendi boschivi aumenta ulteriormente: per giovedì, in ampie zone del sud è previsto il livello quattro su cinque, che corrisponde a "rischio elevato".
In Olanda, Amsterdam sta implementando una rete di zone «refrigerate» in tutta la città, offrendo ai residenti un luogo dove trovare riparo dal caldo più intenso. Si tratta di spazi, situati in biblioteche, fattorie urbane, teatri, chiese, centri comunitari e persino supermercati, che offrono posti a sedere, acqua potabile e servizi igienici, e molti sono aperti anche agli animali domestici. Nella fase pilota, la maggior parte dei 12 punti di raffreddamento sarà concentrata a Nieuw-West, il quartiere che, secondo le simulazioni urbane, presenta il maggior rischio legato al caldo. Si tratta di una risposta al crescente numero di giornate tropicali, con temperature superiori ai 30 gradi, dovuto al riscaldamento climatico. I funzionari hanno valutato la quantità di ombra disponibile, il numero di residenti vulnerabili, come bambini piccoli e anziani, che vivono nella zona, e la velocità con cui le case si riscaldano.