Giudiziaria
Neonati sepolti in giardino, Chiara Petrolini assolta per il primogenito: impossibile accertare se fosse nato vivo
La giovane è stata invece condannata a 24 anni e tre mesi per il neonato nato il 7 agosto 2024
Non essendoci la prova certa del fatto che il primo figlio di Chiara Petrolini, partorito il 12 maggio 2023, sia nato vivo e abbia vissuto «quantomeno per un breve lasso di tempo», è impossibile verificare che siano state le condotte contestate all’imputata a determinarne la morte. Questo perché, spiegano i giudici della Corte di assise che hanno condannato la ragazza a 24 anni e tre mesi per aver assassinato il bimbo nato il 7 agosto 2024, ma l’hanno assolta dall’accusa di omicidio in relazione al primogenito, non è stato possibile, a causa delle condizioni dei resti, rimasti sepolti un anno e mezzo, «eseguire accertamenti medico-legali sul feto/bambino» e quindi escludere che il feto fosse morto per cause naturali prima del parto e che, quindi, eventuali controlli medici tempestivi avrebbero potuto impedire l’esito infausto della gravidanza.
Circostanza che «non esclude che la volontà» di Chiara Petrolini «fosse quella di determinare la morte del figlio - come risulta dal comportamento da lei mantenuto per tutta la durata della gravidanza e del parto - ma che impedisce di ritenere l’imputata responsabile della morte dello stesso».