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la catastrofe

Trentanove secondi di terrore e centinaia di vittime: il Venezuela distrutto dal sisma del secolo

Un doppio terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 in meno di un minuto mette in ginocchio il nord del Paese. Si contano 164 morti, ma un portale cittadino raccoglie le segnalazioni di 25mila dispersi.

25 Giugno 2026, 17:52

18:00

Trentanove secondi di terrore: il Venezuela distrutto dal sisma del secolo

Il Venezuela è stato travolto da una catastrofe sismica che ha squarciato il nord del Paese.

A soli 39 secondi di distanza l’una dall’altra, due forti scosse — la prima di magnitudo 7,2 e la seconda di 7,5 — hanno provocato morte e distruzione tra Yumare, La Guaira e la capitale Caracas.

Secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS), il terremoto principale, con epicentro a 28 chilometri a sud-est di Yumare e a una profondità di 10 chilometri, ha prodotto uno scuotimento classificato come “violento” (MMI IX), causando gravissimi cedimenti strutturali.

La rarissima sequenza sismica “doppia” ha moltiplicato i danni: molte infrastrutture, già compromesse dalla prima scossa, non hanno retto all’urto successivo, travolgendo migliaia di persone che si erano da poco riversate in strada.

Il bilancio ufficiale, ancora provvisorio e aggiornato al 25 giugno, conta 164 vittime e 971 feriti.

A restituire la dimensione della tragedia è però il numero dei dispersi: su un portale indipendente creato dai cittadini per sopperire al collasso delle comunicazioni risultano oltre 25.000 segnalazioni di persone irreperibili. Pur non trattandosi di un dato governativo certificato, il quadro sottolinea la profonda frattura delle reti che impedisce a migliaia di famiglie di rintracciarsi.

La presidente ad interim, Delcy Rodríguez, ha dichiarato immediatamente lo stato di emergenza, concentrando gli sforzi dei soccorsi lungo la fascia costiera di La Guaira, tra le aree più colpite.

A complicare le operazioni è la chiusura dell’aeroporto internazionale Simón Bolívar, danneggiato dal sisma: un blocco cruciale che rallenta l’arrivo di aiuti sanitari e delle squadre internazionali.

Malgrado blackout diffusi e arterie stradali interrotte, non mancano segnali di speranza: a La Guaira tre fratellini sono stati estratti vivi dalle macerie, un salvataggio che ha ridato energia ai soccorritori e confermato che la finestra per trovare superstiti resta aperta.

La risposta internazionale è stata immediata. Stati Uniti, Francia, Spagna, Germania e diversi Paesi dell’America Latina hanno messo a disposizione risorse, team specializzati nel search and rescue e velivoli da trasporto.

Anche l’Italia si è attivata prontamente: mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani verifica l’eventuale coinvolgimento di connazionali, la Protezione Civile sta predisponendo l’invio di Vigili del Fuoco e personale sanitario.

A sostegno della popolazione è arrivata inoltre la rete ecclesiale: Caritas Italiana si è mobilitata e il Papa ha disposto un primo contributo di 100.000 euro per le necessità più urgenti.