Il bilaterale ad antibes
Meloni: "Italia e Francia pilastri dell'occidente". E sull'Iran ribadisce: "Nessuna partecipazione al conflitto"
Il punto sulla cooperazione tra i due Paesi, rafforzare l'asse diplomatico e siglare nuovi accordi strategici in ambito culturale
Nessuna partecipazione dell'Italia al conflitto in Iran, è quanto ribadito dalla premier, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa congiunta, al termine del vertice col presidente francese, Emmanuel Macron, ad Antibes: "Il governo ha fatto esclusivamente quello che ha dichiarato in Parlamento – ha detto Meloni – come del resto lo stesso Mark Rutte ha confermato anche ieri dallo Studio Ovale. Il segretario generale, nella sua, diciamo così, entusiastica ricostruzione, ha messo insieme cose che in realtà sono diverse tra loro, confondendo la tipologia dei voli autorizzati, e lui stesso poi ha corretto e puntualizzato". Meloni poi ha fatto riferimento a Trump: "Del resto, se avessimo partecipato al conflitto in Iran, non si spiegherebbe questa delusione che viene reiterata da parte del presidente americano molto spesso. Noi abbiamo rispettato i nostri impegni, chiaramente cedendo le basi per attività che non erano cinetiche ma che erano di natura logistica e tecnica".
Rapporti distesi con la Francia: "Per quello che riguarda le nostre relazioni, io mi sono, confesso, un po' divertita" nel leggere "tutti i retroscena che si facevano. Siamo due persone che difendono il loro interesse nazionale ma che sanno lavorare insieme. Questo richiede chiaramente franchezza anche quando non si è d'accordo". Così la premier Giorgia Meloni, rispondendo a una domanda sul suo rapporto con Emmanuel Macron nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente francese.
Italia e Francia progrediscono - sia a livello bilaterale che in ambito europeo - quando costruiscono insieme", sono, ha aggiunto Meloni, "due grandi nazioni fondatrici dell'Unione Europea con interessi convergenti in moltissimi campi, con complementarietà strategica da un punto di vista politico, economico, industriale, culturale e sociale che sono la nostra ricchezza, rappresentano un valore aggiunto per l'intero continente europeo e non solo e vengono riflesse nella ampiezza della nostra cooperazione.
Al vertice di Antibes anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e la sua omologa francese, Catherine Pégard: i due hanno annunciato la collaborazione tra i ministeri della Cultura francese e italiano che sosterranno la realizzazione di contenuti audiovisivi su intellettuali di caratura europea quali Malraux e Calvino. Sono state, inoltre, concluse intese per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale comune, incluso quello bibliotecario, e per sostenere i giovani artisti attraverso il rinnovo triennale del programma di residenze "Nuovo Grand Tour". I due ministri hanno, infine, concordato di sviluppare iniziative di diplomazia culturale per la pace, la reciproca comprensione e lo sviluppo condiviso del bacino del Mediterraneo allargato.