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il dolore e l'ansia

Giuseppe e Francesca, chi sono i due siciliani inghiottiti dal devastante terremoto in Venezuela

Lui muore da eroe salvando la moglie, lei scompare nel nulla mentre fugge dal palazzo in fiamme. Il dramma sudamericano che sconvolge l'Isola

26 Giugno 2026, 17:45

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 Giuseppe e Francesca, chi sono i due siciliani inghiottiti dal devastante terremoto in Venezuela

Il terremoto che il 24 luglio 2026 ha devastato il Venezuela si è trasformato in un dolore profondo per la Sicilia. A migliaia di chilometri di distanza, le comunità di Calascibetta e Balestrate condividono la stessa angoscia per due loro concittadini: Giuseppe Colaianni, prima vittima italiana accertata, e Francesca Mannina, di cui non si hanno più notizie.

La vicenda di Colaianni, 56 anni, originario della provincia di Enna, appare segnata da un tragico filo del destino. La sua famiglia aveva radici solide in Sudamerica: il padre, Egidio, lasciò la Sicilia negli anni Cinquanta, sposò una venezuelana e fondò un’officina meccanica che in breve divenne la più grande e rinomata di Caracas. Il progressivo deterioramento del contesto politico e sociale, dal chavismo al regime di Maduro, spinse però la famiglia a ripensare il proprio futuro. Per garantire una prospettiva più sicura ai figli, Giuseppe li aveva fatti trasferire in Europa non appena giunti all’età universitaria: il primogenito, che porta il nome del nonno Egidio, 27 anni, è ingegnere chimico a Firenze; la sorella Antonella vive in Francia. Anche Giuseppe e la moglie venezuelana, Iasmira, negli ultimi due anni si erano stabiliti oltralpe. Poi, per una beffarda coincidenza, erano rientrati a Caracas da appena venti giorni.

La tragedia è avvenuta in diretta, durante una videochiamata familiare. Due giorni fa, alle 18 locali (mezzanotte in Europa), Giuseppe e Iasmira stavano facendo gli auguri di compleanno alla figlia Antonella quando la scossa ha interrotto la comunicazione. La cugina, Giovanna Lucia Colaianni, ricostruisce quei momenti: “Antonella mi ha raccontato che la telefonata si è bruscamente interrotta. È stata l’ultima volta che questa ragazza ha visto il padre”.

Appena percepito il terremoto, Colaianni è riuscito a mettere in salvo la moglie. Subito dopo, però, il palazzo è crollato. L’uomo è rimasto intrappolato sotto le macerie della sua casa al diciassettesimo piano, a La Guaira, l’area portuale di Caracas. Il corpo, al momento, non è stato ancora recuperato.

Abituato a rimettersi in piedi, Giuseppe aveva già affrontato la furia della natura nel 1999, quando un’alluvione devastò proprio La Guaira. Ripartì allora da zero, costruendosi una carriera come responsabile logistica in una società di spedizioni.

A Calascibetta, dove tornò quattro anni fa, aveva mantenuto legami stretti con i parenti: la cugina ricorda che sua figlia trascorse in Venezuela un semestre di Erasmus, serbando “un ricordo bellissimo” della sua ospitalità. Oggi il figlio Egidio ha raggiunto la sorella in Francia per stringersi alla famiglia nel lutto, mentre la comunità ennese si prepara a ricordarlo domani con una veglia in chiesa.

Nel Palermitano, invece, si vivono ore di apprensione per Francesca Mannina, originaria di Balestrate e da tempo residente in Venezuela. Della donna non si hanno notizie certe dal giorno del sisma. Secondo le prime ricostruzioni, avrebbe tentato di fuggire dal suo edificio subito dopo la scossa. Poi, il silenzio. I familiari hanno lanciato un appello sui social per favorire le ricerche: “Urgente, si cerca Francesca Mannino, scomparsa il 24 luglio 2026. Non si hanno sue notizie da quel giorno. Qualsiasi informazione può essere importante, la sua famiglia la cerca disperatamente. Aiutaci a trovarla, per favore contatta il +58 4144665621”.

Una tenue speranza si è accesa ieri, quando i soccorritori hanno rintracciato in vita il compagno della donna. Balestrate resta con il fiato sospeso. Il sindaco, Vito Rizzo, dalle pagine de La Sicilia ha espresso la vicinanza dell’amministrazione: “Esprimo sincera vicinanza ai familiari della nostra concittadina risultata dispersa. In queste ore di angoscia ci uniamo alla loro speranza e alla preghiera, confidando nel lavoro instancabile dei soccorritori. Balestrate si stringe con affetto attorno alla famiglia, condividendo questo momento di grande sofferenza”.