L'ultimatum
Trump contro l'Europa: «Dazi del 100% a chi tassa il digitale americano»
Il presidente USA avverte i governi europei intenzionati a varare la Web Tax: pronte ritorsioni immediate su tutte le merci esportate, con il congelamento dei trattati commerciali in vigore
Si riaccende lo scontro commerciale tra Stati Uniti ed Europa sul terreno dei giganti della tecnologia. Il presidente statunitense Donald Trump ha lanciato un avvertimento ai governi europei intenzionati a introdurre o inasprire le imposte sui servizi digitali (la cosiddetta Digital Services Tax o Web Tax) a carico delle multinazionali americane. Con un post pubblicato sulla sua piattaforma social Truth, l'inquilino della Casa Bianca ha chiarito che qualsiasi contromisura fiscale contro le aziende USA riceverà una risposta immediata.
"Numerosi Paesi europei stanno discutendo dell’imminente introduzione di un’imposta sui servizi digitali a carico delle aziende americane. Alcuni di questi Paesi sono ormai prossimi a tale decisione. Chiunque dovesse imporre una simile tassa si vedrà immediatamente applicare un dazio del 100% su tutti i beni esportati verso gli Stati Uniti", ha scritto Donald Trump su Truth.
La minaccia va oltre le normali dispute tariffarie. Trump ha specificato che il super-dazio del 100% avrà la precedenza e annullerà qualsiasi trattativa o accordo commerciale precedentemente firmato, indipendentemente dal fatto che sia già entrato in vigore o meno.
L'affondo arriva in un momento di forte frizione. Solo pochi giorni fa, alla vigilia del vertice G7 di Évian-les-Bains, Trump aveva già preso di mira specificamente la Francia, minacciando tariffe massime su vino e champagne se Parigi non avesse ritirato la sua tassa del 3% sui ricavi dei colossi digitali come Google, Apple, Amazon e Meta. L'estensione della minaccia all'intera Europa, dove si discute un incremento delle aliquote in diverse assemblee nazionali, alza la posta in gioco per l'intero export continentale.
Se Washington dovesse dare seguito alla linea della tolleranza zero, l'impatto economico sui beni europei destinati al mercato statunitense sarebbe pesante. I settori più a rischio includono l'automotive, l'agroalimentare, i prodotti di lusso e la manifattura industriale, che vedrebbero raddoppiare il proprio prezzo finale per i consumatori d'oltreoceano o subirebbero blocchi commerciali di fatto.
Dall'Europa le prime reazioni ufficiali invitano alla prudenza, ma la pressione sulle cancellerie è molto alta. Molti governi si trovano ora di fronte a una scelta complessa: rinunciare alla tassazione sui colossi del web o rischiare una guerra tariffaria totale con il loro principale partner d'esportazione.