la polemica
Indottrinare fin dall'infanzia: Adamo, Eva e l'assalto cognitivo ai bambini texani
Fin dalle elementari, milioni di alunni verranno esposti a un'unica e forzata visione spirituale. Associazioni per i diritti civili in rivolta contro il pensiero unico
Texas, dal 2030 la Bibbia entra nei programmi obbligatori delle scuole pubbliche: via libera del Board of Education
La scuola pubblica statunitense si prepara a uno scossone culturale senza precedenti. Dall’anno scolastico 2030-2031, oltre 5,5 milioni di alunni texani troveranno nei piani di studio una novità assoluta e già molto discussa: la lettura obbligatoria di brani della Bibbia. Il 26 giugno 2026, il Texas State Board of Education ha infatti approvato una nuova lista prescrittiva di opere letterarie che sancisce l’ingresso formale delle Sacre Scritture a ogni livello dell’istruzione, dalle elementari fino alle superiori.
Cosa prevede la riforma
La misura affonda le sue radici nella legge HB 1605 del 2023, che imponeva allo Stato di indicare almeno un titolo obbligatorio per ciascun grado scolastico. All’interno di questo perimetro normativo, il board texano ha inserito numerosi episodi biblici. Il provvedimento è passato con 9 voti a favore, 5 contrari e un’astensione.
Nelle prime classi, gli insegnanti proporranno racconti come l’Arca di Noè, Davide e Golia e Daniele nella fossa dei leoni, attraverso letture ad alta voce o libri illustrati. Con il progredire del percorso di studi, gli studenti dovranno confrontarsi con testi più complessi: il Libro di Giona, i Salmi, le Beatitudini, la parabola del figliol prodigo, il Libro di Giobbe e il capitolo della Genesi dedicato ad Adamo ed Eva. Un punto particolarmente controverso è l’obbligo di adottare specifiche traduzioni inglesi della Bibbia, scelta che secondo diversi studiosi rischia di introdurre in classe un orientamento confessionale inequivocabilmente cristiano.
“Non è catechismo, ma civiltà americana”
La maggioranza repubblicana difende con decisione il nuovo corso, respingendo l’accusa di voler trasformare le aule in luoghi di catechesi. Per i sostenitori, lo studio della Bibbia è imprescindibile per comprendere appieno la storia nazionale, la retorica politica e la tradizione letteraria degli Stati Uniti, rimarcando così il ruolo delle radici giudaico-cristiane. Una narrazione che si inserisce nel clima politico del momento e si salda con le promesse di Donald Trump di dare maggiore visibilità al cristianesimo negli spazi pubblici e nel sistema scolastico.
I dubbi sulla laicità e le proteste
La decisione ha scatenato la dura reazione di associazioni per i diritti civili, costituzionalisti, docenti e leader religiosi. Il nodo principale è giuridico: l’imposizione di testi religiosi da parte del potere pubblico violerebbe il principio costituzionale della separazione tra Stato e Chiesa. Il rischio segnalato è quello dell’esclusione. I numeri descrivono un mosaico demografico: nelle scuole del Texas gli ispanici sono il 53,5% degli studenti e i bianchi il 24,4%. Molti critici avvertono che la scuola stia trasmettendo un messaggio pericoloso, ossia che “una sola merita lo statuto di testo fondativo obbligatorio” tra le molteplici tradizioni spirituali del Paese.
Anche la comunità ebraica ha espresso dissenso: diversi rabbini denunciano che l’uso strumentale dell’etichetta “Judeo-Christian” rischia di svuotare l’ebraismo della sua autonomia, inglobandolo in una narrazione di fatto funzionale al cristianesimo. Dal canto loro, molti insegnanti lamentano una compressione della libertà professionale e l’imposizione di un canone troppo rigido, poco aderente alle necessità reali di classi multietniche e bilingui.
Un cambio di paradigma
La nuova lista di letture non arriva come un fulmine a ciel sereno. È il culmine di una strategia politica che ha fatto del Texas il più grande laboratorio conservatore d’America. Negli ultimi anni lo Stato ha introdotto i cappellani nelle scuole pubbliche (2023) e il governatore Greg Abbott ha firmato una legge, oggi contestata in tribunale, per imporre l’esposizione dei Dieci Comandamenti in ogni aula (2025). Come osservano numerosi analisti, la scuola non è più soltanto il luogo deputato alla trasmissione del sapere, ma è divenuta il terreno primario su cui gli Stati Uniti stanno cercando di “ridefinire l’identità morale della comunità politica”. E quando il Texas, che ospita un decimo degli studenti dell’intero Paese, cambia le regole del gioco, gli effetti sono destinati a riverberarsi su tutto il sistema educativo nazionale.