la strage di roma
L'ombra di un amore morboso dietro il massacro della famiglia sterminata a colpi di mannaia: chi è il presunto killer in fuga
Si stringe il cerchio attorno a Shahadat: gli inquirenti puntano sulla pista passionale per l'uomo che avrebbe perseguitato la donna di 38 anni
A Roma è caccia all'uomo alla ricerca del presunto responsabile della strage avvenuta in via Montiglio, nel quartiere Casalotti, dove venerdì sera una famiglia originaria del Bangladesh è stata quasi interamente sterminata con una ferocia inaudita.
Un giovane di 20 anni è ricoverato in ospedale: ferito, ma miracolosamente sopravvissuto al massacro. Le forze dell’ordine e la Procura della Repubblica di Roma hanno diffuso identità e fotografia del principale sospettato: Hossain Shahadat, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983.

Non uno sconosciuto, ma una presenza orbitante attorno al nucleo familiare. Le indagini delineano Shahadat come connazionale delle vittime, ritenuto amico o conoscente di vecchia data. In questa relazione gli inquirenti intravedono la possibile chiave del delitto.
La pista privilegiata, seguita dalla Squadra Mobile sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, è quella del movente passionale. Dietro la porta di un appartamento ritenuto sicuro, l’uomo avrebbe covato una morbosa ossessione per la donna, la trentottenne Jahan Momotaj. Si sta verificando se in passato vi siano stati comportamenti molesti o attenzioni indesiderate nei confronti della donna, ipotesi che, alimentando un torbido risentimento, potrebbe aver innescato il triplice omicidio.
Ad aggravare il quadro, un’ipotesi investigativa raggelante: l’eccidio potrebbe essersi consumato in più momenti. Alcune ricostruzioni al vaglio indicano che la donna e la figlia piccola sarebbero state aggredite per prime, in attesa del rientro a casa del padre, il trentanovenne Kamal Uddin, e del figlio maggiore, poi assaliti al loro arrivo. Il ventenne, colpito, è riuscito a sopravvivere ed è ora sotto cure mediche.
Resta da chiarire nel dettaglio come il sospettato sia entrato nell’abitazione e l’esatta sequenza degli eventi. Intanto la priorità degli investigatori è la cattura di Shahadat. La caccia all’uomo si muove su un doppio binario: droni, analisi capillare delle telecamere di videosorveglianza e incrocio dei dati di cella; in parallelo si intensificano i pattugliamenti nei luoghi frequentati dalle comunità di riferimento e lungo la rete di contatti del quarantaduenne in fuga.
Mentre l’inchiesta per omicidio e lesioni mira a cristallizzare un impianto probatorio solido, Roma attende di chiudere il cerchio su Hossain Shahadat, l’uomo sospettato di aver spento i progetti e il futuro di un’intera famiglia.