il conflitto
Alta tensione Roma-Teheran: l'Iran accusa l'Italia di complicità in guerra
Le smentite della premier non convincono gli ayatollah: "Negate l'aiuto militare ma confermate la logistica, è una palese presa in giro"
Si inasprisce lo scontro diplomatico tra l’Italia e la Repubblica islamica dell’Iran, dopo un duro affondo del ministero degli Esteri di Teheran contro Palazzo Chigi. Il portavoce della diplomazia iraniana, Esmaeil Baqaei, è intervenuto sulla piattaforma X replicando direttamente a Roma e rilanciando un articolo che riportava la smentita della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, circa un presunto sostegno fornito a Stati Uniti e Israele nel conflitto con l’Iran.
Per Teheran, la posizione della premier costituisce una “palese contraddizione e un argomento fallace”. L’accusa rivolta all’esecutivo italiano è di tentare di eludere le proprie responsabilità per la “complicità in un grave atto internazionalmente illecito”. Baqaei evidenzia come sia incoerente negare pubblicamente qualsiasi assistenza e, al contempo, ammettere “apertamente il supporto tecnico e logistico” garantito alle forze alleate.
Secondo l’Iran, la componente logistica non è affatto marginale in questo contesto bellico: offrire tale sostegno equivale a un “contributo chiaro e diretto a un’aggressione illegale” e a “una grave violazione del diritto internazionale”. Teheran accusa dunque l’Italia di aver “reso possibile e facilitato” quella che definisce senza ambiguità una “guerra di aggressione americana-israeliana illecita” ai propri danni.


