la tragedia
Crans Montana, dopo il rogo del Le Constellation i gestori pronti a riaprire: petizione record per fermarli
Il Collettivo cittadino esige una "sospensione morale" delle attività riconducibili ai Moretti. L'accusa verso i proprietari potrebbe aggravarsi per accettazione del rischio
A pochi mesi dal devastante incendio del Le Constellation, in cui hanno perso la vita 41 persone e altre 115 sono rimaste ferite, i proprietari del locale distrutto si apprestano a riaprire al pubblico due ulteriori esercizi.
La prospettiva che i coniugi francesi Jacques e Jessica Moretti, attualmente sotto inchiesta per la strage, tornino a operare nella zona ha suscitato la ferma opposizione della comunità e dei familiari delle vittime.
Nel mirino delle proteste figurano il Le Senso, nel centro di Crans-Montana, e il Le Vieux Chalet, nel vicino comune di Lens.
Il timore di una riapertura imminente ha spinto il “Collettivo Crans Montana” a lanciare una petizione su Change.org, che ha rapidamente superato le 16.000 adesioni.
Promotori e parenti delle vittime invocano una formale “sospensione morale” delle attività: chiedono che nessun esercizio riconducibile ai due indagati riprenda servizio finché la magistratura non avrà chiarito in modo completo le responsabilità del rogo. Secondo le famiglie, la ripartenza commerciale costituirebbe un’inaccettabile minimizzazione della tragedia e il segnale che gli interessi economici prevalgono sull’attesa della giustizia.
Jacques e Jessica Moretti, proprietari del Le Constellation dal 2015, sono indagati dal Ministero pubblico del Canton Vallese per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo.
Il rogo, divampato nella notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, si è trasformato rapidamente in un flashover secondo le prime ricostruzioni a causa dell’uso di dispositivi pirotecnici e della presenza di schiume acustiche altamente infiammabili all’interno del locale.
Alcuni legali delle parti civili sollecitano un inasprimento delle accuse: sulla base di messaggi interni emersi di recente, ipotizzano che i gestori fossero pienamente consapevoli dei pericoli connessi ai materiali presenti, configurando così un’“accettazione del rischio”.
L’inchiesta ha investito anche il sistema dei controlli pubblici. La magistratura ha esteso le indagini agli attuali e agli ex responsabili della sicurezza del Comune di Crans-Montana, dopo aver accertato che il Le Constellation non è stato sottoposto a ispezioni antincendio per cinque anni, dal 2020 al 2025.