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le indagini

Il messaggio social prima del massacro e la fuga nel buio: i misteri della strage di Roma e la caccia a Shahadat

l vaglio degli inquirenti un post ambiguo del ricercato pubblicato prima del delitto. Si indaga su molestie e violenza di genere culminate in un brutale triplice omicidio domestico

28 Giugno 2026, 18:31

18:40

Il messaggio social prima del massacro e la fuga nel buio: i misteri della strage di Roma e la caccia a Shahadat

È in corso una vera caccia all’uomo a livello nazionale per rintracciare Shahadat Hossain, 43 anni, cittadino bengalese nato il 10 maggio 1983, indicato come il presunto autore del triplice omicidio di via Montiglio, a Casalotti.

Dopo aver massacrato con una mannaia un’intera famiglia e aver ferito gravemente il figlio ventenne, l’uomo è fuggito precipitosamente, attivando un imponente dispositivo di ricerca ormai esteso ben oltre i confini del quartiere romano.

Nella concitazione della fuga, il sospettato ha lasciato l’arma del delitto all’interno dell’appartamento. Poco distante dalla palazzina, gli investigatori hanno rinvenuto anche una felpa intrisa di sangue, ora all’esame della Polizia Scientifica per gli accertamenti tecnici. Le analisi sulle celle telefoniche indicano che l’ultimo aggancio del suo cellulare risale alla notte tra venerdì e sabato, in un’area non lontana da Casalotti.

Sulla base di questo riscontro, le forze dell’ordine stanno setacciando le zone più isolate e i casolari abbandonati della periferia capitolina, ipotizzando che il fuggiasco possa avervi trovato un riparo provvisorio per organizzare la latitanza. Gli inquirenti, tuttavia, non escludono neppure l’eventualità di un gesto estremo da parte del 43enne: un’ipotesi al momento al vaglio, ma priva di conferme.

Il timore concreto degli investigatori è che Hossain stia tentando di lasciare rapidamente il Paese. Per scongiurarlo, Polizia e Carabinieri hanno istituito posti di blocco in tutta Roma, con controlli mirati “foto alla mano”. La stretta si concentra sui principali snodi: verifiche capillari sono in corso nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti, presso le autostazioni degli autobus diretti all’estero e persino ai valichi di frontiera. Diverse segnalazioni di possibili avvistamenti fuori dalla Capitale confermano che il dispositivo di ricerca è ormai una priorità nazionale.

Per accelerare la cattura, la Procura della Repubblica di Roma ha autorizzato una misura rara ma necessaria: la diffusione pubblica dell’immagine e delle generalità del sospettato attraverso i media e i canali social e WhatsApp della Polizia di Stato. La Squadra Mobile ha attivato un’utenza dedicata (3346903295) per raccogliere informazioni utili, invitando chiunque lo riconosca a segnalarlo immediatamente. L’appello ha prodotto un immediato flusso di segnalazioni: dalle prime 40 pervenute sabato mattina si è saliti rapidamente a circa 50 indicazioni complessive tra telefonate e messaggi. Finora, però, nessuna si è rivelata decisiva per stringere il cerchio attorno al latitante.

Mentre il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini coordina le ricerche, vagliando tracciati telefonici, indizi biologici e filmati di videosorveglianza, l’unico superstite lotta per la vita al Policlinico Gemelli, dove è stato sottoposto a un intervento di neurochirurgia. Le indagini puntano a chiarire il movente di un “amico di famiglia” trasformato in carnefice; l’urgenza assoluta, adesso, è intercettare il presunto assassino prima che svanisca oltre confine.