RELIGIONE
La Chiesa e lo scisma dei lefebvriani : perché le nuove consacrazioni sfidano Papa Leone XIV e riaprono una ferita mai chiusa
Quattro nuovi vescovi, una messa in latino celebrata nel luogo simbolo della rottura del 1988, e un appello del Pontefice caduto nel vuoto
A trentotto anni dalla rottura del 30 giugno 1988, la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha consacrato quattro nuovi vescovi senza l'autorizzazione di Roma, nonostante l'appello diretto di Papa Leone XIV. Per la Santa Sede il gesto configura un atto scismatico e comporta la scomunica automatica per chi ha consacrato e per chi ha ricevuto la consacrazione.
La cerimonia si è svolta a Écône, in Svizzera, nel seminario internazionale fondato dall'arcivescovo Marcel Lefebvre, lo stesso luogo dove nel 1988 avvenne la prima consacrazione illecita che aprì la frattura con la Chiesa di Roma. I quattro nuovi presuli sono lo svizzero Pascal Schreiber, lo statunitense Michael Goldade e i francesi Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier, i cui nomi erano stati annunciati dalla Fraternità nelle settimane precedenti.
Cosa prevede il diritto canonico
Il Codice di Diritto Canonico stabilisce che nessun vescovo può consacrarne un altro senza mandato pontificio e che la violazione comporta la scomunica riservata alla Sede Apostolica, automatica sia per il consacrante che per il consacrato. Il 13 maggio 2026 il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, aveva già anticipato che le ordinazioni annunciate dalla Fraternità avrebbero costituito un atto scismatico, richiamando il precedente del 1988 sanzionato da Giovanni Paolo II con il motu proprio Ecclesia Dei.
L'appello del Papa e la risposta della Fraternità
Nella lettera indirizzata al superiore generale della SSPX, don Davide Pagliarani, Leone XIV ha riconosciuto l'attaccamento di molti fedeli legati alla Fraternità alla liturgia tradizionale, ma ha avvertito che l'atto avrebbe privato i fedeli della ricezione lecita dei sacramenti, rivolgendo un appello netto: «Con tutto il cuore: tornate sui vostri passi». Pagliarani ha replicato con una lettera pubblica in cui sostiene che sarebbe proprio la Fraternità a difendere l'unità della Chiesa dalle derive della modernità, rovesciando i termini del conflitto.
Chi sono i lefebvriani
La Fraternità nasce nel 1970 per iniziativa di Lefebvre, in opposizione alle riforme del Concilio Vaticano II sulla liturgia, l'ecumenismo e la libertà religiosa. Nel 1988 Lefebvre, insieme al vescovo brasiliano Antônio de Castro Mayer, consacrò quattro vescovi senza il consenso di Giovanni Paolo II, che reagì dichiarando lo scisma. Nel 2009 Benedetto XVI revocò la scomunica personale ai quattro vescovi di allora, senza però regolarizzare lo status canonico della Fraternità. Negli anni di Papa Francesco erano arrivate ulteriori aperture pastorali, tra cui la facoltà per i sacerdoti della SSPX di confessare validamente e la possibilità di licenze per la celebrazione dei matrimoni. Lo scorso febbraio la Santa Sede aveva proposto un dialogo teologico a condizione che la Fraternità rinunciasse alle consacrazioni previste per il 1° luglio: la proposta non è bastata.
Perché ora
Alla base della scelta di accelerare ci sarebbe anche una ragione interna: i vescovi storicamente legati alla Fraternità sono ormai pochissimi, ridotti in pratica a Bernard Fellay e Alfonso de Galarreta dopo la morte di alcuni protagonisti del primo scisma e l'espulsione di Richard Williamson. La SSPX rivendica oggi 733 sacerdoti, 264 seminaristi, 145 fratelli religiosi, 88 oblati e 250 religiose, con una presenza diffusa in diversi Paesi. Alla cerimonia di Écône erano attesi circa 15.000 fedeli e 1.300 tra sacerdoti e religiosi.
Le conseguenze
Sul piano canonico la frattura si aggrava automaticamente. Sul piano ecclesiale, il nodo resta più complesso: la Fraternità non è un soggetto esterno al cattolicesimo, ma una realtà nata al suo interno, e per questo la sua sfida risulta particolarmente insidiosa per Roma. Il rischio più immediato, secondo quanto scritto dallo stesso Leone XIV, riguarda i fedeli vicini alla SSPX, che potrebbero trovarsi coinvolti in una rottura dagli effetti non solo istituzionali ma anche sacramentali.