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IL CASO

Nessy Guerra è libera in Egitto, ora la Farnesina lavora al rientro in Italia

Rilasciata dopo il fermo notturno al Cairo insieme alla figlia. Tajani: "Vogliamo riportarle a casa il prima possibile"

01 Luglio 2026, 13:49

15:29

Nessy Guerra è libera in Egitto, ora la Farnesina lavora al rientro in Italia

Prelevata alle 3 del mattino insieme alla figlia e condotta in un commissariato del Cairo: per alcune ore Nessy Guerra, cittadina italiana da mesi bloccata in Egitto in una battaglia legale con l'ex marito, ha rischiato di finire in carcere per la condanna per adulterio che pende su di lei. Poi il rilascio, arrivato dopo l'intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, della Farnesina e dell'Ambasciata d'Italia al Cairo.

Secondo le prime informazioni, il fermo sarebbe stato motivato da un ordine esecutivo legato al diritto dell'ex marito, Tamer Hamouda, di vedere la bambina, 3 anni. Le autorità egiziane non avrebbero però chiarito il quadro giuridico della misura, alimentando il timore che l'operazione potesse trasformarsi in un arresto vero e proprio.

Ad assistere la donna sono stati l'ambasciatore Agostino Palese e la console Giulia De Nardis, che seguono il caso da mesi. La Farnesina ha reso noto di essere in contatto con il governo egiziano per garantire "la massima protezione" a madre e figlia. Poche ore dopo Tajani ha annunciato il rilascio, ringraziando il ministro egiziano Badr Abdelatty per la collaborazione — e soprattutto ha aggiunto che l'Italia continua a lavorare per riportare in patria "il prima possibile" Nessy Guerra e la bambina.

Un nodo giudiziario su tre fronti

La vicenda resta comunque bloccata su tre piani intrecciati: il procedimento penale per adulterio (condanna a 6 mesi, confermata in appello lo scorso aprile), la causa per l'affidamento di Aisha e lo scontro con l'ex marito, già condannato in Italia per maltrattamenti, stalking e violenza sessuale su un'altra donna. Il nodo più duro riguarda proprio la bambina: non può lasciare l'Egitto senza autorizzazione, per questo la madre non è mai partita da sola.

A giugno lo stesso Hamouda era stato fermato in Egitto per una denuncia di minacce e tentata aggressione al viceconsole onorario italiano, per poi tornare libero dietro una cauzione di appena 80 euro.

Un caso seguito da tempo dalla diplomazia

Non è la prima volta che il dossier arriva sui tavoli istituzionali. Già il 29 gennaio la Farnesina aveva reso noto un contatto tra Tajani e il ministro egiziano sul caso, e nel luglio 2024 la vicenda era stata richiamata anche in Senato. In Italia, intanto, la procura di Genova ha aperto un fascicolo per maltrattamenti e tentata sottrazione di minori, oltre a una denuncia per revenge porn legata al materiale usato per sostenere l'accusa di adulterio.

Per ora resta aperto il capitolo dell'affidamento di Aisha e quello della condanna per adulterio. Ma per la prima volta, dopo mesi di allarmi e tregue precarie, la parola d'ordine da Roma non è più solo "protezione": è "rientro".