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vaticano

Parolin: «Grande dolore, ma serve riprendere il dialogo con i tradizionalisti»

Il Segretario di Stato vaticano definisce le recenti ordinazioni episcopali un gesto grave che mina l’unità della Chiesa e apre alla possibilità di sanzioni canoniche

01 Luglio 2026, 20:04

20:10

Parolin: «Grande dolore, ma serve riprendere il dialogo con i tradizionalisti»

Le recenti ordinazioni episcopali attribuite ai lefebvriani riaccendono le tensioni tra la Santa Sede e la tradizionalista Società Sacerdotale San Pio X, con il Vaticano che parla apertamente di una “ferita all’unità della Chiesa” e prospetta possibili sanzioni canoniche.

A intervenire è il Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, che ai giornalisti accreditati ha espresso “grande dolore” per quanto avvenuto. Secondo il cardinale, l’episodio rappresenta un passaggio critico nei rapporti tra Roma e il movimento fondato da Marcel Lefebvre, da anni al centro di un complesso percorso di dialogo e tentativi di ricomposizione.

“È un atto scismatico che rompe l’unità della Chiesa e che avrà delle sanzioni, ma non so quando”, ha affermato Parolin, sottolineando la gravità della scelta compiuta. Al tempo stesso, il porporato ha lasciato aperto uno spiraglio diplomatico, auspicando la ripresa del confronto: “La mia speranza è che, nonostante quello che è avvenuto oggi, si possa riprendere il dialogo e trovare una soluzione”.

Nel suo intervento, il Segretario di Stato ha richiamato anche il valore del Concilio Vaticano II, punto di riferimento dottrinale e pastorale della Chiesa contemporanea, ricordando come esso “sia una pietra miliare nella storia della Chiesa e vada accettato”. Proprio il rifiuto di alcune indicazioni conciliari resta uno dei principali nodi di frattura tra la Santa Sede e l’area tradizionalista.

Le dichiarazioni arrivano in un contesto già delicato, segnato da anni di dialoghi intermittenti tra Vaticano e lefebvriani, alternati a fasi di apertura e nuove rigidità. La prospettiva di eventuali provvedimenti disciplinari, evocata dallo stesso Parolin, conferma la complessità della fase attuale e la distanza ancora significativa su questioni dottrinali considerate centrali per l’unità della Chiesa cattolica.