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Ucraina

Zelensky e Zaluzhny faccia a faccia: la candidatura del generale rischia di spaccare l'Ucraina

Zaluzhny si propone come candidato: la finestra per le presidenziali che mette alla prova Zelensky, la spinta verso l'Ue e il rischio di nuove offensive russe

01 Luglio 2026, 21:33

21:40

Zelensky e Zaluzhny faccia a faccia: la candidatura del generale rischia di spaccare l'Ucraina

Via Bankova, Kiev. Nella Residenza di Stato dell'Ucraina, qualche giorno fa, ha avuto luogo un incontro che potrebbe cambiare l'equilibrio interno di un Paese in guerra da oltre 4 anni. Uno di fronte all'altro, Volodymyr Zelensky e il generale Valerii Zaluzhny, oggi ambasciatore di Kiev nel Regno Unito, hanno parlato a lungo, e non solo degli effetti delle dimissioni di Keir Starmer. Zaluzhny, uno dei simboli della resistenza ucraina, ha infatti comunicato a Zelensky la volontà di candidarsi alle future presidenziali. Quando? Già il prossimo autunno, se il presidente ucraino riterrà che ci saranno le condizioni per andare alle urne. E, da qualche tempo, sembra che Zelensky ci stia pensando davvero.

Quello delle elezioni, in Ucraina, è un dossier con il quale è facile scottarsi e che spesso è stato strumentalizzato da Vladimir Putin. Il mandato di Zelensky è scaduto nella primavera del 2024 ma la legge marziale ha sempre rinviato le presidenziali. Il capo dello Stato, secondo quanto riportato dall'Ukrainska Pravda, questa volta ha parlato con l'ex comandante delle Forze ucraine di una finestra di opportunità per il voto. Con un obiettivo, tuttavia: evitare che la società ucraina si spacchi, facendo il gioco dello zar. E la discesa in campo di Zaluzhny porterebbe con sé questo rischio. Il generale, interpellato sulla sua candidatura, ha tuttavia risposto in maniera diretta: «Sì, lo farò». L'incontro, ha riportato la testata di Kiev, si è concluso con una stretta di mano.

Nonostante il gradimento nei suoi confronti sia tornato a crescere, le elezioni - e soprattutto la sfida di Zaluzhny - rappresentano un rischio per il bis di Zelensky. Allo stesso tempo il leader ucraino è consapevole che, ad un certo punto, alle urne si dovrà tornare. In fondo è lo stesso iter di adesione all'UE a chiederlo. E sull'ingresso nell'Unione Zelensky non ha intenzione di arretrare di un centimetro. Al Castello Dublino, con al suo fianco il primo ministro Michael Martin e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, il leader ucraino ha invitato la presidenza irlandese ad aprire i cinque cluster restanti entro l'anno. «Possiamo farlo molto presto, noi siamo pronti. Antonio, che ne pensi?», ha chiesto Zelensky all'ex premier portoghese, seduto in platea. Martin, dal canto suo, ha assicurato che il sostegno a Kiev sarà una delle stelle polari del prossimo semestre. L'omaggio tributato dal governo irlandese - con la bandiera ucraina issata come quella irlandese e quella blu-stellata - non lascia spazio a dubbi. Con un'appendice: il caso dell'impianto irlandese Aughinish Alumina controllato dalla russa Rusal. Zelensky ha avvertito che ci sono aziende europee che foraggiano ancora la macchina da guerra del Cremlino. Martin gli ha assicurato che l'indagine aperta sull'impianto è quasi terminata e che è in stretto contatto con la Commissione a riguardo.

Sotto un cielo tipicamente irlandese, i ministri di Dublino hanno elencato le priorità della presidenza, alternando l'inglese al gaelico, diventato di recente anche una lingua di lavoro dell'UE. Hanno rimarcato «la forza dell'unità» che serve all'Europa, l'obiettivo di arrivare ad un accordo sul bilancio comunitario, la ferrea volontà di alzare la pressione su Mosca per costringerla a negoziare. Il tema è stato anche al centro dell'incontro tra Martin, Zelensky e Costa. Il leader ucraino vuole che l'UE sia nei negoziati, l'Unione - dopo l'apertura del canale con il Cremlino voluta dallo stesso Costa - affronterà il nodo del 'negoziatore' nei prossimi mesi. Su punti come gli asset congelati russi o le sanzioni, potrebbe essere l'UE a sedersi al tavolo, lasciando le questioni legate alla sicurezza ai Volenterosi, in un formato per nulla ancora deciso. Il rischio, tuttavia, è che pensare a un futuro negoziato o alle urne distolga l'attenzione da un presente fatto ancora di bombe.

Kiev continua ad aumentare il raggio e la portata dei suoi attacchi, preparandosi tuttavia alle sanguinose risposte di Mosca. Zelensky, nel pomeriggio, ha spiegato di dover lasciare Dublino in leggero anticipo. Un nuovo massiccio attacco notturno potrebbe abbattersi sul Paese. «Andate nei rifugi», è stato l'invito rivolto da Zelensky alla popolazione prima di salutare i cronisti.