Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
2 luglio 2026 - Aggiornato alle 08:46
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

I dati

Gaza, 1.000 giorni di guerra e 21mila bambini uccisi. Save the Children: «Una generazione distrutta»

Oltre alle vittime, l'80% dei minori è sfollato. L'organizzazione accusa la comunità internazionale di indifferenza e raccoglie i drammatici appelli dei ragazzi per la pace

02 Luglio 2026, 07:54

08:00

Gaza, 1.000 giorni di guerra e 21mila bambini uccisi.  Save the Children: «Una generazione distrutta»

In mille giorni di conflitto nella Striscia di Gaza, il bilancio per l'infanzia ha assunto contorni catastrofici. Secondo i dati diffusi da Save the Children, almeno 21.000 minori sono stati uccisi, ma la stima reale è destinata a essere drammaticamente più alta a causa dell'incalcolabile numero di dispersi sepolti sotto le macerie. La prolungata offensiva ha distrutto o danneggiato oltre 370.000 abitazioni, spazzando via quasi il 77% di tutte le unità abitative di Gaza e costringendo la popolazione palestinese a vivere confinata in un'area che oggi rappresenta meno del 40% dell'intero territorio della Striscia.

Nemmeno la dichiarazione di un "cessate il fuoco" risalente allo scorso ottobre ha fermato le violenze: da quel momento, le forze israeliane hanno ucciso altri 275 minori. Di fronte a questa strage, Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the Children per il Medio Oriente, ha rivolto una durissima accusa alla comunità internazionale, colpevole di aver voltato le spalle a un milione di bambini. Mentre i civili venivano uccisi dalle bombe o morivano di fame e malattie a causa del mancato accesso umanitario da parte del governo israeliano, ha denunciato Alhendawi, il resto del mondo ha continuato a fornire armi e a mantenere in vigore i propri accordi commerciali con Israele.

Le conseguenze di questa prolungata inazione si riflettono oggi nella quotidianità di una crisi umanitaria senza precedenti. I dati del Site Management Cluster indicano che oltre 800.000 bambini e adolescenti, circa il 80% dell'intera popolazione minorile di Gaza, sono attualmente sfollati, e 7.000 di loro si trovano soli, non accompagnati o separati dalle famiglie. Il collasso totale delle infrastrutture civili ha negato a 625.000 giovani in età scolare tre anni di istruzione formale, mentre la sistematica carenza di cibo espone 245.000 minori agli effetti diretti della malnutrizione. In questo scenario, secondo l'Unfpa, il 96% dei bambini vive ormai con la costante e angosciante percezione che la propria morte sia imminente.

Nonostante il trauma di aver perso tutto e di vivere nel terrore, i ragazzi di Gaza cercano di non rinunciare al proprio futuro. Le testimonianze dirette raccolte dagli operatori di Save the Children restituiscono sogni di normalità spezzati dal conflitto: Amani, 14 anni, racconta di temere di morire da un momento all'altro ma spera di poter presto godere dei diritti umani come le ragazze degli altri Paesi; la coetanea Bisan desidera unicamente la fine delle ostilità per poter tornare a casa propria. Reem, di 16 anni, affida invece il suo appello al desiderio di essere ascoltata a livello globale, mantenendo vivo il sogno di poter un giorno viaggiare e studiare all'estero.

Per dare seguito a queste voci e fermare il massacro, Save the Children ha concluso il suo dossier rinnovando un appello imperativo e urgente ai governi mondiali: l'organizzazione chiede che il cessate il fuoco diventi reale, immediato e definitivo, che venga sospeso il trasferimento di armi a Israele e che sia garantita la piena responsabilità giuridica per i crimini commessi contro i bambini.