Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
2 luglio 2026 - Aggiornato alle 12:13
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Il caso

Vaticano, scomunicati i vescovi lefebvriani per ordinazioni illecite. Padre Georg: «Hanno rifiutato la pace»

Il Dicastero per la Dottrina della Fede sanziona l'atto scismatico della Fraternità San Pio X. L'ex segretario di Ratzinger critica l'irrigidimento del gruppo, ma invita il Papa a ritrovare la pace liturgica allentando le restrizioni sulla messa in latino

02 Luglio 2026, 09:21

10:50

Lampedusa, non più solo confine: Papa Leone XIV il 4 luglio nell'isola dell'accoglienza

Papa Leone XIV

Il Vaticano ha dichiarato la scomunica "latae sententiae" per i vertici della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Il provvedimento formale, sancito in un decreto firmato dal cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha colpito direttamente i vescovi consacranti Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay, insieme ai quattro neo-consacrati Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. La sanzione è scattata "ipso facto" in seguito alla consacrazione episcopale avvenuta senza il necessario mandato pontificio e contro l'espressa volontà del Papa, configurandosi a tutti gli effetti per la Chiesa come un grave atto di natura scismatica.

A commentare il perdurare e l'aggravarsi della rottura con la fazione tradizionalista è intervenuto l'arcivescovo Georg Gänswein, per vent'anni segretario particolare di Joseph Ratzinger. In un'intervista concessa al Corriere della Sera, Gänswein ha ricordato il coraggioso tentativo di riconciliazione operato da Benedetto XVI nel 2009. In quell'occasione, il pontefice decise di rimettere la precedente scomunica ai vescovi lefebvriani, tendendo loro la mano "come un padre che cerca di creare pace". Quell'offerta, tuttavia, non fu mai accolta a causa del prevalere di una frangia radicale all'interno della Fraternità. Esprimendo profonda delusione per un allontanamento che oggi appare ancora più duro e incomprensibile, l'arcivescovo ha condiviso l'analisi del cardinale Müller, arrivando a paragonare l'atteggiamento dei lefebvriani a quello dei protestanti di cinque secoli fa.

Padre Georg ha però tenuto a tracciare un confine netto, precisando che la vicenda scismatica dei lefebvriani non deve essere in alcun modo confusa con la questione puramente liturgica legata alla messa tridentina. A questo proposito, ha rivolto un appello a Roma affinché si dimostri più flessibile e generosa riguardo alla possibilità di celebrare la funzione in latino. Gänswein ha infatti definito "un errore" le restrizioni introdotte da Papa Francesco, che hanno limitato le storiche aperture concesse da Benedetto XVI nel 2007 con la lettera Summorum Pontificum. Sottolineando come la maggior parte dell'episcopato fosse favorevole a mantenere quelle concessioni, l'ex segretario di Ratzinger ha auspicato una correzione di rotta da parte del Vaticano, un gesto di coraggio che a suo avviso permetterebbe di ricucire lo strappo e ritrovare la pace liturgica attualmente danneggiata.