Chiesa
Il Vaticano apre le porte ai lefebvriani: ecco il vademecum per tornare in piena comunione
L'accoglienza condizionata all’accettazione del Concilio Vaticano II e della messa nel nuovo rito
Il Vaticano apre le porte ai lefebvriani, sacerdoti o laici, che vogliono tornare in piena comunione con la Chiesa cattolica e con il Papa. Dopo la scomunica ai sei vescovi dà indicazioni a chi vorrà lasciare la Fraternità San Pio X, a condizione che accetti il Concilio Vaticano II e la messa con il nuovo rito.
La Dottrina della Fede pubblica dunque un vero e proprio vademecum: «A partire dal 1° luglio 2026, prevede che il sacerdote che ha deciso di lasciare la Fraternità» deve «trovare un Ordinario», un vescovo o un superiore, «disposto ad accoglierlo ad experimentum», «scrivere di proprio pugno al Santo Padre una lettera nella quale si presenta e chiede la remissione delle censure incorse a motivo dell’Ordinazione ricevuta da un Vescovo scomunicato o irregolare». Pronta anche una professione di fede da firmare. Infine tutta la documentazione deve essere inviata alla Dottrina della Fede.
Per i laici invece il Vaticano fa una distinzione tra coloro che fanno «parte del Terz'Ordine della Fraternità» o che «partecipano abitualmente alle celebrazioni», da quelli che invece frequentano i lefebvriani «solo per motivi liturgici o spirituali». Nel primo caso devono presentare all’Ordinario del luogo la Professio fidei e la Formula adhaesionis, datate e firmate, mentre nel caso di laici che non sono 'abitualì, "basterà che si rivolga ad un sacerdote in piena comunione, con la decisione di non frequentare in futuro la Fraternità Sacerdotale di San Pio X".
