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I FUNERALI

Teheran mette in scena l’addio a Khamenei: i cinque feretri, il lungo pellegrinaggio funebre e la prova di forza del regime

Le esequie non sono soltanto un rito di Stato, ma il primo grande esame politico dell’Iran dopo la morte del suo leader più potente

03 Luglio 2026, 10:14

10:20

Teheran mette in scena l’addio a Khamenei: i cinque feretri, il lungo pellegrinaggio funebre e la prova di forza del regime

A Teheran a parlare per prime non sono state le parole, ma le bare. Cinque, allineate sotto il soffitto del Grand Mosalla, avvolte nella bandiera iraniana: quella di Ali Khamenei al centro, accanto ai feretri di alcuni familiari uccisi nello stesso attacco, tra cui la nuora Zahra Haddad Adel e la nipote di 14 mesi Zahra Mohammadi Golpayegani. Il regime sceglie di non separare il leader dalla sua cerchia domestica, trasformando il lutto privato in narrazione collettiva.

L'ex Guida suprema, morta a 86 anni il 28 febbraio 2026 negli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele che avrebbero colpito il vertice della leadership iraniana avrà un funerale di sei giorni, dal 4 al 9 luglio. La salma sarà esposta a Teheran tra sabato e domenica, per poi attraversare la capitale in processione lunedì 6 luglio. Seguiranno le tappe di Qom, centro della legittimazione clericale, e dell'Iraq, con soste a Karbala e, secondo altre fonti, Najaf, prima della sepoltura conclusiva il 9 luglio nel santuario dell'Imam Reza a Mashhad, sua città natale, dove riposa anche l'ex presidente Ebrahim Raisi.

Il rinvio delle esequie, inizialmente attese in tempi più rapidi, risponde a una logica precisa: celebrarle a guerra finita permette a Teheran di costruire una narrazione più coerente, quella del leader-martire e della Repubblica sopravvissuta, invece di esporle all'incertezza del conflitto ancora in corso.

Sul piano della sicurezza, un comandante militare iraniano avrebbe avvertito Washington e Tel Aviv contro eventuali nuovi attacchi durante le cerimonie, promettendo una risposta immediata, riferisce Reuters. Restano inoltre i timori per l'ordine pubblico: AP ricorda i disordini al funerale di Khomeini nel 1989 e la calca alla sepoltura di Qassem Soleimani nel 2020, costata almeno 56 morti.

Sullo sfondo resta la figura di Mojtaba Khamenei, figlio dell'ex leader e indicato come suo successore già insediato: resterebbe da vedere se comparirà pubblicamente, dopo essere rimasto ferito nell'attacco di febbraio. Una sua eventuale apparizione assumerebbe il valore di un'investitura simbolica.

Attese le delegazioni di India, Pakistan, Cina e Russia, mentre al momento non risultano presenze occidentali di rilievo, secondo quanto riporta Il Giornale citando Reuters.