Il 4 luglio
Mattarella a Trump: appello per un'alleanza rinnovata. E Papa Leone cena con l'ambasciatore americano
Il presidente della Repubblica celebra il 250° anniversario degli Usa con un messaggio politico a Trump. Al centro il dossier Ucraina
Le «più vive felicitazioni» sono rivolte «all’amico popolo statunitense», ma il messaggio politico in occasione dell’Independence Day è indirizzato a Donald Trump. E finisce per inquadrare la postura italiana nel rapporto transatlantico. Senza riferimenti alle tensioni di queste settimane, ma con rimandi precisi.
«In un frangente storico segnato da sfide senza precedenti per l’umanità - ha scritto il presidente della Repubblica -, è essenziale che Washington e Roma, anche nell’alveo dell’Alleanza Atlantica e attraverso la partecipazione alle Nazioni Unite e agli altri consessi multilaterali, continuino a lavorare insieme a favore di pace, sicurezza e prosperità per i rispettivi popoli e per il mondo intero».
Il capo dello Stato definisce «storico» il 250mo anniversario dell’Indipendenza, una celebrazione che «appartiene alla storia degli Stati Uniti ma è divenuta nel tempo patrimonio condiviso di quanti si riconoscono nei principi di libertà, rappresentanza democratica e tutela universale dei diritti di ogni uomo, anche nel ricercare una vita dignitosa e felice».
«Muovendo da questi ideali fondativi la Dichiarazione di Indipendenza del 1776 ha ispirato il percorso politico e civile degli Stati Uniti, come di molti altri popoli in ogni continente - aggiunge Mattarella -. Tali nobili sollecitazioni sono state e restano, inoltre, punto di riferimento di una visione delle relazioni tra gli Stati modellata sul diritto, sulla cooperazione e sul sostegno alle istituzioni internazionali sorte nella ripulsa delle tragedie del secolo scorso».
In questi anni più volte Mattarella ha scritto ai presidenti Usa per il 4 luglio. Quest’ultimo messaggio ricorda quello del 2017, sempre indirizzato a Trump, che faceva riferimento alla collaborazione negli organismi internazionali e ai comuni valori di libertà, democrazia e giustizia. Allora il tycoon, al suo primo mandato, aveva appena annunciato il ritiro dall’accordo sul clima. Oggi tiene in apprensione l’Europa alla vigilia di un vertice Nato preceduto da non poche tensioni. Anche sull'asse Washington-Roma.
Se Giorgia Meloni non ha inviato messaggi o tweet sull'Indipendence Day, è perché - spiegano i suoi - in questi casi parla il presidente della Repubblica.
L’ultima volta che la premier ha parlato pubblicamente di Trump, una decina di giorni fa, era per dirsi «colpita» dall’inatteso attacco del presidente americano dopo il G7. Ora si rivedranno. Un faccia a faccia al momento non è in programma, ma non lo si può ancora escludere. Martedì sera ad Ankara saranno alla cena ufficiale, e l’indomani nel salone dove si riuniscono i leader dei 32 Paesi Nato, e dove il confronto è annunciato come una sorta di momento della verità tra Usa ed Europa.
L’Italia si presenta con il 2,8% del Pil in spese militari, di cui lo 0,71 (circa 15 miliardi) su voci legate alla sicurezza interna, e la promessa di continuare la traiettoria di aumento, verso il 3,5% richiesto entro il 2035 dall’Alleanza. Ma dal governo non si sbilanciano su quale sarà il contributo italiano nei 70 miliardi per l’Ucraina per il 2026 e per il 2027 previsti dalla dichiarazione del summit Nato. Non sono neanche in vista nuovi pacchetti di aiuti militari per Kiev, con il focus per ora sull'assistenza in campo energetico. Senza contare che sono da tempo sospese le riflessioni sul Purl (il meccanismo di acquisti di armi americane da destinare a Kiev) e il ricorso al Safe è escluso almeno per quest’anno.
La ricerca di una via di uscita dal conflitto sarà poi al centro della riunione dei Volenterosi convocata da Emmanuel Macron a Parigi il 13 e 14 luglio, con i leader della coalizione invitati anche a partecipare alla parata militare per la festa nazionale francese. La presenza di Meloni non è ancora confermata.
E intanto Papa Leone si è recato a cena dall’ambasciatore americano presso la Santa sede Brian Burch. La notizia la riporta il Tg1. Il Papa, di ritorno da Lampedusa ha voluto omaggiare personalmente il 4 luglio, festa dell’indipendenza americana, recandosi presso la residenza del diplomatico Usa.