l'anniversario
Stati Uniti, il maltempo non ferma i 250 anni dell'Indipendenza: Trump celebra l'America tra ritardi, sicurezza e attacco al comunismo
Evacuazione preventiva per violenti temporali, poi il rientro di centinaia di migliaia di spettatori e il discorso di Donald Trump
Prima l'evacuazione per il rischio di violenti temporali, poi il ritorno del pubblico e infine il discorso di Donald Trump davanti a migliaia di persone. Le celebrazioni per il 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti hanno vissuto momenti di forte tensione prima di trasformarsi in una delle manifestazioni più imponenti degli ultimi anni, culminata con uno spettacolo pirotecnico da record sul National Mall di Washington. La giornata si era aperta con un improvviso cambio di programma. A poche ore dall'intervento del presidente americano, il Secret Service aveva disposto l'evacuazione del National Mall invitando il pubblico a lasciare l'area e a trovare un riparo sicuro per l'arrivo di un violento fronte temporalesco. La decisione ha inevitabilmente rivoluzionato l'organizzazione dell'evento, creando incertezza sull'orario delle celebrazioni e sulla possibilità stessa di svolgerle.
Nonostante il maltempo, Trump ha rassicurato i suoi sostenitori attraverso un messaggio pubblicato su Truth Social, assicurando che avrebbe partecipato "a ogni costo" anche se il programma fosse slittato fino a notte fonda. Poche ore dopo la Casa Bianca ha annunciato la riapertura dei cancelli del National Mall, consentendo al pubblico di rientrare e permettendo così la ripresa delle celebrazioni. Secondo quanto riferito dal presidente, prima dell'evacuazione erano attese circa 375 mila persone, mentre dopo il rientro il pubblico presente era stimato in circa 150 mila spettatori. Numeri comunque considerevoli per una ricorrenza che ha assunto un forte valore simbolico nella storia americana.
Nel suo intervento, durato circa quaranta minuti, Trump ha alternato richiami ai valori fondanti degli Stati Uniti a messaggi dal chiaro contenuto politico. Il presidente ha ribadito il proprio sostegno al Secondo Emendamento, che tutela il diritto dei cittadini al possesso delle armi, e ha rivolto un duro attacco al comunismo, affermando che gli Stati Uniti "non diventeranno mai un Paese comunista".
«La bandiera a stelle e strisce ha già relegato falce e martello nell’oblio in passato, e lo farà di nuovo se necessario», ha detto Trump, collegando la Guerra Fredda all’attualità: ha sostenuto che il comunismo ha mostrato «il suo volto orribile proprio qui in America», aggiungendo: «È come un cancro: bisogna estirparlo, e bisogna farlo in fretta».
«L'America è una nazione di vincenti e oggi il nostro Paese sta vincendo di nuovo», ha detto parlando dal palco sul National Mall, esortando il Congresso ad approvare la legge che impone l'identificazione degli elettori e limiti il ricorso al voto per corrispondenza, nota come «Save America Act», attualmente bloccata al Campidoglio. «Non ci sarà il voto per corrispondenza», ha previsto Trump, salvo alcune eccezioni legate a malattia o disabilità.
Il presidente ha inoltre insistito sul tema dell'unità nazionale, sostenendo che gli americani costituiscono "un solo popolo, una sola famiglia e una sola bandiera". Nel suo discorso ha definito gli Stati Uniti una nazione che, dopo 250 anni, continua a rappresentare un punto di riferimento per libertà, democrazia e prosperità.
A chiudere la serata è stato uno spettacolo senza precedenti: circa 850 mila fuochi d'artificio hanno illuminato il cielo di Washington per quaranta minuti, offrendo uno degli show pirotecnici più grandi mai realizzati nella capitale americana.
La festa dell'Indipendenza ha avuto anche un momento di apprensione a New York, dove durante i tradizionali fuochi del 4 luglio il Ponte di Brooklyn è stato interessato da un principio d'incendio. Le fiamme, visibili in diversi video diffusi sui social, sono state domate in circa un minuto e, secondo le prime informazioni, non avrebbero provocato conseguenze rilevanti né danni strutturali.
Le celebrazioni per i 250 anni degli Stati Uniti si sono così concluse tra imponenti misure di sicurezza, un'imprevista emergenza meteo e un discorso destinato a rilanciare i temi politici che accompagneranno il dibattito americano nei prossimi mesi. Il quarto di millennio dalla nascita della nazione è diventato non solo una ricorrenza storica, ma anche un'occasione per riaffermare il ruolo degli Stati Uniti sulla scena internazionale e per Trump un'importante vetrina politica davanti al Paese.