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l'intervento

Il ministro Crosetto a Pantelleria: «La difesa non è alternativa a sanità e scuola, è il presupposto della libertà»

Il responsabile della Difesa si è soffermato anche sul ruolo della Nato, condivisione degli oneri e la sfida Stati Uniti‑Cina al centro

05 Luglio 2026, 14:24

14:30

Spese militari, Crosetto: «Dobbiamo investire di più nella nostra Difesa

La difesa come condizione necessaria per garantire pace, libertà e sicurezza, non come alternativa a sanità, scuola e spesa sociale. È il messaggio rilanciato dal ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo intervento in video collegamento a Pantelleria Mediterraneo d'Autore, la rassegna promossa nell'isola da Myrta Merlino e Valentina Fontana per Vis Factor.

«Non ho mai pensato che le spese della difesa dovessero essere messe in alternativa a spese importantissime come la sanità, la cultura, la spesa sociale. La difesa è un costo ma senza difesa non c'è sanità, non c'è spesa sociale», ha detto Crosetto, sottolineando che la sicurezza è il presupposto per consentire alle democrazie di vivere in pace nei prossimi anni.

Il ministro ha poi rivendicato la centralità delle alleanze internazionali, richiamando il ruolo della Nato. «Abbiamo la fortuna di far parte dell'alleanza più forte al mondo. Ma farne parte significa rispettarne le regole, piacciano o non piacciano», ha osservato, ricordando come la distribuzione degli oneri deve avvenire in modo proporzionato al prodotto interno lordo dei diversi Paesi. Crosetto ha spiegato che gli Stati Uniti chiedono da anni all'Europa di assumere una quota maggiore della propria difesa, un processo avviato già con l'amministrazione Obama e proseguito poi con Trump e Biden.

Nel suo intervento il ministro ha coinvolto anche il prossimo vertice Nato di Ankara, definendolo un appuntamento breve ma importante, nel quale «gli impegni saranno rispettati e ogni Paese si presenta avendo fatto la sua parte». Nessun allarme, secondo Crosetto, sul clima del summit: «Non vedo problemi da questo punto di vista rispetto al vertice scorso. Poi quello che farà Trump lo vedremo».

Ampio spazio anche allo scenario geopolitico globale. Per Crosetto, la grande sfida del secolo sarà quella tra Stati Uniti e Cina, con il confronto concentrato su tecnologia, materie prime, terre rare ed energia. «Gli Stati Uniti si stanno preparando non a una guerra in Iran, né a uno scontro con la Russia», ha detto, indicando nella competizione con Pechino il vero asse delle tensioni internazionali.

Il ministro ha poi chiarito come Italia, Germania e Giappone hanno vincoli costituzionali diversi rispetto ad altri Paesi occidentali. «L'Italia non può dichiarare guerra come possono fare gli Stati Uniti, la Francia o il Regno Unito. Abbiamo bisogno di un mandato internazionale o di far parte di una coalizione», ha spiegato, ricordando che le Costituzioni delle nazioni sconfitte nella Seconda guerra mondiale furono scritte proprio per impedire l'avvio autonomo di conflitti.

Nel suo ragionamento Crosetto ha anche richiamato il rapporto con gli Stati Uniti, definendolo solido e stabile. «I rapporti reali con gli Usa sono ottimi, come quelli di un anno fa, di 5 anni fa», ha assicurato, precisando che il confronto con Washington resta costante a livello istituzionale e politico.

Il suo intervento, inserito nel contesto della rassegna culturale pantesca, ha toccato così i grandi temi della sicurezza internazionale, della difesa europea e degli equilibri geopolitici, con un messaggio politico chiaro: senza investimenti nella sicurezza non esiste una libertà realmente garantita.