Il vertice Nato
Trump al vertice di Ankara: «Meloni brava persona, ma mi ha deluso sull'Iran»
Il tycoon minaccia il ritiro delle truppe dall'Europa, rivendica il controllo sulla Groenlandia ed elogia la lealtà di Erdogan durante il bilaterale in Turchia
Ad Ankara per il vertice Nato, durante l'incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Donald Trump ha espresso di nuovo parole forti nei confronti della premier italiana Giorgia Meloni: «Mi piace, è una brava persona ma non c'è stata per noi». Il riferimento è all'Iran, sottolineando come il loro rapporto si sia deteriorato a causa del rifiuto dell'Italia di farsi coinvolgere sullo Stretto di Hormuz e sulla questione iraniana. Il tycoon ha dichiarato che Meloni ha commesso un errore e non è stata presente nel momento del bisogno, precisando comunque di non averle messo pressione e aggiungendo che gli Stati Uniti, avendo un'enorme disponibilità di petrolio, non avrebbero un reale bisogno di Hormuz, ma intervengono solo perché lo ritengono importante.
Trump non ha risparmiato gli altri partner europei, inclusi Germania, Francia e Gran Bretagna, anch'essi colpevoli secondo il leader statunitense di aver rifiutato di fornire aiuto sull'Iran in quello che ha definito un vero e proprio test per saggiare la fedeltà della coalizione. La profonda delusione nei confronti della Nato ha spinto Trump ad affermare che probabilmente non avrebbe nemmeno partecipato al summit se questo non si fosse tenuto in Turchia, un Paese guidato dal suo forte amico Erdogan, con il quale rivendica una relazione speciale basata su un legame di amicizia e un grande rispetto reciproco. In questo contesto di forte attrito con l'Europa, Trump ha minacciato il potenziale e totale ritiro dei soldati statunitensi dal continente, descrivendolo come un luogo radicalmente mutato rispetto a vent'anni fa e avvertendo che se i leader europei non presteranno immediata attenzione alle emergenze dell'immigrazione e dell'energia, l'Europa stessa rischierà di scomparire. Tra le altre dichiarazioni dirompenti, il tycoon ha ribadito che la Groenlandia, attualmente circondata da navi cinesi e russe e non supportata economicamente dalla Danimarca, riveste un'importanza strategica fondamentale per Washington e dovrebbe essere controllata direttamente dagli Stati Uniti.
Sul fronte della cooperazione militare con la Turchia, Trump si è mostrato aperto alla possibilità di reinserire Ankara nel programma degli aerei da caccia F-35, elogiando il Paese come molto più leale rispetto ad altre nazioni, mentre Erdogan ha espresso forte ottimismo sul rispetto di questa promessa e sull'ottenimento dei motori statunitensi per i jet turchi di quinta generazione Kaan. Infine, il bilaterale ha toccato anche il conflitto in Ucraina, riguardo al quale Trump si è detto fiducioso in una rapida risoluzione, affermando di aver avuto lunghi e positivi colloqui separati sia con Vladimir Putin sia con Volodymyr Zelensky, entrambi descritti dal tycoon come desiderosi di raggiungere al più presto un accordo di pace.
