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clima impazzito

L'Europa in fiamme: i numeri spaventosi del giugno più caldo di sempre

L'Italia affronta la terza ondata africana con picchi di 42 gradi in Sardegna. L'Oms avverte: oltre 1.300 morti, il clima è una vera emergenza sanitaria

09 Luglio 2026, 16:15

16:20

L'Europa in fiamme: i numeri spaventosi del giugno più caldo di sempre

L'estate 2026 segna per l'Europa un punto di non ritorno. Non è più una semplice “emergenza” stagionale, ma una tendenza climatica che sta trasformando città, attività economiche e salute pubblica.

I dati più recenti delineano un continente sotto assedio, tra anticicloni persistenti, siccità e valori termici senza precedenti. La conferma arriva da Copernicus: giugno 2026 è stato il mese di giugno più caldo mai osservato nell'Europa occidentale, con il precedente primato del 2025 nettamente superato. In quest'area la temperatura media ha toccato 20,74 °C, un'anomalia impressionante di +3,06 °C rispetto al periodo di riferimento 1991-2020. Su scala globale, la temperatura dell'aria in superficie si è attestata a 16,54 °C, facendo di questo il secondo giugno più caldo di sempre, appena sotto il 2024, e 1,39 °C al di sopra dell'era preindustriale.

Ad alimentare il quadro c'è il “carburante” degli oceani: la temperatura superficiale media dei mari extra-polari ha raggiunto il record di 20,86 °C, riducendo la capacità di raffrescamento notturno lungo le coste e intensificando il rischio di fenomeni meteorologici estremi.

Mentre in Francia, Regno Unito, Germania e Paesi Bassi sono caduti record storici, l'Italia è entrata nella terza ondata di calore africano dell'estate. Questa nuova fase, definita “severa”, potrebbe prolungarsi ben oltre il 20 luglio, con temperature medie intorno ai 35 °C e picchi che in diverse aree supereranno agevolmente i 40 °C. La Sardegna resta il fronte più esposto: le proiezioni indicano punte di 42 °C, con un forte incremento del rischio sanitario e degli incendi. Alcune stime ipotizzano persino 43-45 °C, ma le autorità invitano alla prudenza e a non confondere le proiezioni con le allerte ufficiali. Sull'isola, il combinarsi di notti tropicali, scarsa ventilazione e suoli aridi allarga la finestra di vulnerabilità del territorio.

Il “killer silenzioso” resta però l'impatto sulla salute. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha segnalato che, a partire dal 21 giugno, in Europa si contano oltre 1.300 decessi in eccesso associati al caldo estremo. Lo stress termico aggrava patologie cardiovascolari e respiratorie, rappresentando un pericolo letale per anziani, persone con malattie croniche e lavoratori all'aperto. Il caldo è ormai una “crisi sanitaria” che richiede risposte strutturali – dai centri di raffrescamento alle reti di assistenza – e non può più essere considerato un semplice disagio estivo.

Come evidenziato dal gruppo di ricerca World Weather Attribution, episodi estremi come quelli di questo inizio estate sarebbero stati altamente improbabili senza il riscaldamento globale indotto dalle emissioni fossili. Otto dei nove mesi di giugno più caldi in Europa si sono verificati dal 2019 a oggi. Il clima è cambiato e il continente deve ora attrezzarsi con urgenza per difendersi.