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Autovelox, scatta l'ora zero: da domenica spenti oltre mille dispositivi in tutta Italia
Dopo 34 anni di vuoto normativo entra in vigore il decreto sulle omologazioni, ma l'Anci avverte di non scambiare le strade per piste
Domenica 12 luglio 2026 segnerà una svolta per la viabilità italiana: dopo 34 anni di vuoto normativo, entra pienamente in vigore il nuovo decreto ministeriale sulle omologazioni degli autovelox.
Dalla mezzanotte si chiude una delle più tenaci anomalie del Paese, con la disattivazione immediata dei dispositivi non conformi alle nuove regole.
Secondo Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona e referente Anci, il quadro operativo è già definito: 2.856 apparecchi continueranno a elevare sanzioni, mentre 1.204 “scatole” dovranno essere spente.
Il loro limite non è tecnico, bensì giuridico: non rientrando nell’elenco dei modelli che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) considera “automaticamente” omologati, le sanzioni emesse rischierebbero l’annullamento.
Il paradosso nazionale in materia di rilevatori di velocità affonda le radici nel 1992, quando il Codice della strada impose l’obbligo di omologazione e approvazione ministeriale, senza però che venisse mai istituito un procedimento tecnico-amministrativo completo per la certificazione.
Ne è derivato un sistema frammentato, culminato in un’ondata di ricorsi, anche alla luce di pronunce della Corte di Cassazione che hanno escluso l’equiparazione tra approvazione e omologazione formale.
Le dimensioni del fenomeno sono considerevoli: secondo Assoutenti, fino al 71% degli autovelox installati risultava fuori norma, mettendo a rischio un’entrata cruciale per i bilanci dei Comuni.
Per dissipare questa “nebbia amministrativa”, il decreto firmato il 9 giugno 2026 dal ministro Matteo Salvini fissa procedure certe per omologazione, verifica e taratura dei dispositivi, con l’obiettivo dichiarato di evitare che vengano usati soltanto per “fare cassa”.
Contestualmente è stata istituita un’anagrafe nazionale degli autovelox, per mappare i circa 11mila apparecchi presenti sul territorio.
Resta alta, però, la preoccupazione sul fronte della sicurezza. Altamura e le associazioni dei familiari delle vittime della strada temono che la notizia dello spegnimento di migliaia di telecamere venga interpretata come un via libera a correre, indebolendo la funzione deterrente degli strumenti.
Per gli automobilisti non scatta alcun condono automatico sulle vecchie infrazioni. Pur in un contesto finalmente più trasparente, chi riceve un verbale dovrà verificarne con attenzione la legittimità: tipologia del dispositivo, presenza nella banca dati del MIT ed esecuzione delle tarature periodiche.
In definitiva, gli autovelox non diventano necessariamente più “equi”, ma certamente più “leggibili”, chiudendo un’epoca in cui il sistema ha retto più sulla prassi che sulla certezza del diritto.