Prese di posizione
Zampolli sul caso Ranucci-Lavitola: "Niente mediazione ma richiesta di risarcimento danni"
L'inviato speciale di Trump per le partnership globali era stato attaccato da Report nella ricostruzione della sua ascesa politica considerata dubbia
«Quello che è emerso in questi giorni sulla stampa italiana conferma quanto ho sempre sostenuto: gli attacchi nei miei confronti da parte di Report hanno una natura politica. Si è voluto colpire me per colpire il mio presidente, Donald Trump, anche attraverso quelle che considero calunnie rivolte alla first lady Melania Trump. A mio avviso, si è cercato inoltre di alimentare nuove fake news ai danni del Governo Meloni, mettendo a rischio i rapporti tra Italia e Stati Uniti, le potenziali opportunità economiche e finanziarie tra i due Paesi e il rapporto che ho con l’Amministrazione americana, oltre a danneggiare l’immagine dell’Italia, mio Paese natale».
Così l’inviato speciale di Trump per le partnership globali, Paolo Zampolli, di cui s’era occupata per più puntate la trasmissione condotta da Ranucci.
Zampolli dice di avere raccolto elementi che, a suo avviso, «dimostrano che Report avrebbe pagato le persone intervistate» e citando anche la notizia del sondaggio su un possibile impegno in politica di Ranucci annuncia di avere dato indicazione al suo avvocato, Maurizio Miculan, «di chiudere la procedura di mediazione prevista per l’udienza di martedì e di diffidare la Rai affinchè rimuova tutti i video e i post riguardanti la first lady e la mia famiglia, procedendo immediatamente con la richiesta di risarcimento dei danni. Analoga richiesta risarcitoria sarà presentata negli Stati Uniti per i gravissimi danni reputazionali che ritengo mi siano stati arrecati negli Usa».