la storia
Arresto cardiaco o vendetta russa? L'enigma della morte del senatore Graham scuote l'America e infiamma il web
Le voci di un raid letale in Ucraina si rincorrono dopo il decesso dell'architetto delle sanzioni anti-Putin, un uomo capace di trasformarsi da nemico giurato a migliore amico di Donald Trump
Nella notte dell’11 luglio 2026 la politica statunitense ha perso all’improvviso una delle sue figure più influenti e controverse: il senatore repubblicano della Carolina del Sud, Lindsey Graham, scomparso a 71 anni. La versione ufficiale, diffusa dal suo ufficio e confermata dai referti medici, parla di una "breve e improvvisa malattia" culminata in un arresto cardiaco nella sua residenza a Capitol Hill, a Washington. Le tempistiche del decesso, avvenuto a pochissime ore dal rientro da una delicata missione a Kiev, hanno però alimentato una tempesta di teorie del complotto a livello internazionale.
Per comprendere la portata della sua scomparsa occorre guardare alla traiettoria dell’uomo pubblico. Graham incarnava l’archetipo del “falco” conservatore: ex colonnello e avvocato militare della US Air Force, scapolo senza figli, ha consacrato l’intera esistenza alla politica e alla proiezione della potenza militare americana nel mondo. La sua parabola è stata segnata da metamorfosi clamorose. Durante le primarie del 2016 fu tra i più feroci oppositori di Donald Trump, che definì un "bigotto xenofobo", "inadatto alla carica", intimandogli pubblicamente di "andare all'inferno". Eppure, con un marcato pragmatismo, dopo l’elezione di Trump divenne uno dei suoi alleati più fedeli: compagno di golf e consigliere ascoltato, soprattutto in materia di politica estera e nomine giudiziarie. In molti lo consideravano l’ultimo ponte tra il conservatorismo reaganiano e il nuovo movimento trumpiano.
Sul piano internazionale, Graham era un interventista convinto: difensore "cieco e assoluto" di Israele e sostenitore inflessibile dell'Ucraina. Negli anni si è recato a Kiev dieci volte, allacciando un rapporto stretto con Volodymyr Zelensky e spingendo il Congresso a inviare all’Ucraina armamenti pesanti per sconfiggere Vladimir Putin. Un attivismo che nel 2023 gli era valso un mandato di cattura da parte di Mosca.
Il giorno precedente la morte, Graham si trovava a Kiev per un colloquio con Zelensky e aveva appena annunciato un accordo di portata "monumentale" con l’amministrazione Trump: un pacchetto di sanzioni "schiaccianti" che includeva dazi fino al 500% contro i Paesi alleati della Russia. È in questo contesto che si inseriscono le narrazioni cospirazioniste, propagate soprattutto su canali Telegram e reti d’informazione vicine a Mosca, secondo cui la sua fine sarebbe "improvvisa, strana e inspiegabile".
Una delle "teoria del complotto" sostiene che Graham sia rimasto ucciso da un attacco missilistico russo mentre si trovava ancora in territorio ucraino. Un'altra teoria è quella dell'avvelenamento mirato: il piano di dazi al 500% e la sua storica russofobia avrebbero innescato un presunto assassinio politico tramite veleno, orchestrato per fermare sanzioni ritenute devastanti per l’economia globale e soffocanti per i partner di Mosca.
La caduta del "Falco Rosso" – come lo hanno ribattezzato alcuni media russi – chiude un'epoca al Senato degli Stati Uniti, privando Trump di un alleato difficilmente sostituibile e l’Ucraina del suo scudo più solido a Capitol Hill. Mentre le istituzioni ne piangono la scomparsa, il lato oscuro della rete continua a intessere le trame di una spy story internazionale.