il caso
"Allarme pompa" diventa "allarme bomba": e al Duomo di Olbia arrivano gli artificieri
Un messaggio automatico frainteso ha fatto scattare l'intervento di artificieri e unità cinofile nella storica basilica
Un'ora di massima allerta ha scosso il centro di Olbia attorno a uno dei suoi simboli più riconoscibili, la basilica di San Simplicio. Quello che inizialmente era parso un autentico “allarme bomba” si è rivelato, alla fine, un surreale equivoco linguistico: una segnalazione di “allarme pompa” scambiata per una minaccia esplosiva.
All’origine del trambusto non c’è stata né una telefonata intimidatoria né un pacco sospetto, bensì un messaggio automatico preregistrato partito dal sistema tecnico della chiesa.
L’impianto, collocato nei sotterranei e installato per prevenire eventuali allagamenti, avrebbe dovuto semplicemente comunicare un guasto alle pompe di sollevamento.
Come ha spiegato il parroco, don Antonio Tamponi, “è andato in tilt il software”, generando un cortocircuito comunicativo che ha trasformato un problema idraulico in una presunta emergenza esplosivi.
Di fronte a un avviso di questo tipo, la macchina della sicurezza si è attivata senza indugio. Polizia di Stato e Carabinieri hanno isolato e transennato l’area, mentre venivano mobilitati gli artificieri da Sassari e le unità cinofile della polizia di frontiera specializzate nella ricerca di ordigni.
Per circa sessanta minuti la tensione è rimasta altissima, fino a quando le verifiche hanno consentito di archiviare l’episodio come falso allarme.
L’accaduto ha avuto una forte risonanza pubblica anche per il contesto: la basilica romanica, costruita tra l’XI e il XII secolo, non è soltanto il più antico monumento religioso della Sardegna nord-orientale, ma rappresenta il cuore identitario e la memoria storica della città di Olbia.
Al di là della facile ironia estiva sull’assonanza tra “pompa” e “bomba”, la vicenda mette in luce due aspetti cruciali. Da un lato, la piena e doverosa applicazione del principio di precauzione da parte delle forze dell’ordine: in luoghi di culto e ad alta frequentazione, ogni segnalazione va trattata come reale fino a smentita certa. Dall’altro, emergono interrogativi seri sulla robustezza, la chiarezza e l’affidabilità dei sistemi di allerta automatici chiamati a presidiare la sicurezza di strutture sensibili.