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Il caldo fa strage di cozze e vongole, l'allarme di Confcooperative Agroalimentare e Pesca

Con le acque a 32 gradi nelle lagune dell'Alto Adriatico migliaia di molluschi non riescono più a sopravvivere

12 Luglio 2026, 21:54

22:00

Il caldo fa strage di cozze e vongole, l'allarme di  Confcooperative Agroalimentare e Pesca

Una laguna che invece di nutrire soffoca: acqua ferma, sempre più calda, fino a 32 gradi, e migliaia di molluschi che non riescono più a sopravvivere. Nella Sacca di Scardovari, in provincia di Rovigo, una moria improvvisa ha colpito circa 1.000 quintali di cozze; nella Sacca di Goro, nel Ferrarese, le perdite di vongole oscillano tra il 70% e il 100%. Il volto concreto di un'estate che non si limita a battere record meteorologici, ma altera gli equilibri biologici e travolge una delle economie più identitarie dell'Alto Adriatico.

L'allarme arriva da Confcooperative Agroalimentare e Pesca, secondo cui i danni diretti del cambiamento climatico alla pesca professionale italiana valgono ormai circa 200 milioni di euro l'anno, con la molluschicoltura tra i comparti più esposti.

Non si tratta di semplice "acqua calda": secondo l'ISPRA, nelle lagune dell'Alto Adriatico i trend delle temperature sono in aumento significativo, e il riscaldamento riduce la concentrazione di ossigeno disciolto, con rischio di mortalità per la fauna bentonica e ittica. L'acqua più calda trattiene meno ossigeno, mentre l'eccesso di nutrienti e la proliferazione algale possono aggravare il problema fino a ipossia o anossia, condizioni letali per cozze e vongole. Nel Delta, bacini poco profondi e a scarso ricambio idrico rendono il fenomeno particolarmente rapido: l'ARPAV monitora l'area con una rete di nove sonde multiparametriche.

A Scardovari il danno colpisce anche un simbolo: qui si produce la Cozza di Scardovari DOP, unica cozza autoctona allevata in Italia da seme italiano, in un'area che dal 2015 è Riserva di Biosfera MaB UNESCO. Cresce inoltre la preoccupazione per le ostriche, più resistenti ma non immuni al surriscaldamento.

A Goro la situazione è ancora più drastica: la laguna, secondo quanto riportato dall'ANSA, sarebbe stata trasformata dalle alte temperature e dallo scarso ricambio idrico in una sorta di "pentola" naturale. Qui si producevano ogni anno circa 16 mila tonnellate di vongole, pari al 55% della produzione italiana e al 40% di quella europea, con circa 1.700 addetti coinvolti, secondo dati della Regione Emilia-Romagna. Un distretto già indebolito dalla pressione del granchio blu, specie invasiva che ha depredato il novellame: dal 2023 al 2025 sono stati stanziati 3,5 milioni di euro per il comparto, con altri 1,5 milioni previsti nel 2026 e 450 mila euro per interventi ambientali nella sacca.

Tra le criticità segnalate da Confcooperative anche i recinti anti granchio blu, installati per proteggere gli allevamenti dalla specie invasiva ma che, durante le ondate di calore, possono ridurre ulteriormente il ricambio idrico nelle lagune.

Non si tratta solo di economia. Nel Delta del Po la molluschicoltura è parte dell'identità territoriale e della struttura occupazionale: quando saltano i raccolti si comprimono i redditi delle cooperative, si riduce il lavoro per addetti e indotto, si indebolisce l'intera filiera locale.

Nel breve periodo, secondo gli operatori, servono indennizzi rapidi e strumenti assicurativi adeguati a un settore che subisce danni climatici sempre più frequenti. Nel medio-lungo periodo, la sfida è rafforzare il monitoraggio in tempo reale, migliorare la gestione idraulica delle sacche e investire su ricerca e strategie di adattamento produttivo.