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diplomazia

L'Iran avverte gli Usa sul memorandum: navi "al buio" nello Stretto di Hormuz e Tajani mobilita l'Italia a Bruxelles e Parigi

Il ministro degli Esteri italiano rilancia sanzioni a Mosca, sostegno a Kiev, difesa missilistica e tutela della navigazione

13 Luglio 2026, 10:17

10:20

Hormuz

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha avvertito che Teheran cesserà di attenersi al recente memorandum d’intesa con Washington qualora gli Stati Uniti non rispettino gli impegni assunti. Lo ha riferito l’agenzia Irna. «Il nostro impegno sarà adempiuto in relazione a quello della controparte: laddove essi abbiano violato l’accordo con vari pretesti, neppure noi lo abbiamo attuato e continueremo a comportarci di conseguenza. L'Iran ha agito con serietà e buone intenzioni nei negoziati, e nessuno può accusarlo di aver violato i propri impegni. Sono stati gli americani a violare il Memorandum d’Intesa e a fare a pezzi l’accordo composto da 14 articoli», ha dichiarato Baghaei.

Sul fronte europeo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani è oggi a Bruxelles per il Consiglio Affari esteri dell’Unione europea e, a seguire, si recherà a Parigi per prendere parte, su delega del presidente del Consiglio, ai vertici della Coalizione contro i missili balistici e della Coalizione dei Volenterosi per l’Ucraina, come precisato in una nota della Farnesina. I lavori del Consiglio si concentreranno in primo luogo sulla guerra in Ucraina, con la presenza in sala del ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. In agenda il rafforzamento della pressione politica e sanzionatoria sulla Russia e il sostegno a Kiev all’indomani del Vertice Nato di Ankara. Tajani ribadirà l’appoggio alle iniziative contro la “flotta ombra” russa, anche nel Mediterraneo attraverso l’operazione Irini, sotto comando italiano.

Il ministro richiamerà inoltre le minacce russe alla sicurezza degli Stati membri, ricordando la decisione italiana di espellere due funzionari russi coinvolti in attività di spionaggio nel Paese. Ampio spazio sarà dedicato anche al Medio Oriente. Tajani confermerà la posizione italiana a favore della prosecuzione del dialogo tra Stati Uniti e Iran, del pieno ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e del potenziamento dell’operazione Aspides nel Mar Rosso. Il titolare della Farnesina riaffermerà l’impegno a sostenere il dialogo tra Israele e Libano e l’assistenza a Gaza, valorizzando il contributo italiano alla risposta umanitaria e all’avvio delle attività di early recovery nella Striscia. Nel pomeriggio, i lavori del Consiglio proseguiranno con il Forum di alto livello Ue–Consiglio di Cooperazione del Golfo su sicurezza e difesa, alla presenza dei ministri di Oman, Bahrein e Kuwait, del viceministro dell’Arabia Saudita, dei ministri di Stato di Qatar ed Emirati Arabi Uniti e del Segretario generale del Ccg. In chiusura, è prevista la riunione del Gruppo dei donatori per la Palestina, con il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa; per l’Italia parteciperà il Sottosegretario agli Affari Esteri Maria Tripodi. Al termine della missione a Bruxelles, Tajani sarà a Parigi per il vertice della Coalizione contro i missili balistici, iniziativa volta a rafforzare la difesa aerea europea contro le minacce missilistiche, cui parteciperanno, oltre a Italia e Ucraina, Francia, Germania, Regno Unito, Norvegia, Danimarca e Svezia, insieme a diverse aziende europee leader del settore. A seguire, interverrà alla riunione della Coalizione dei Volenterosi per l’Ucraina, dove metterà in evidenza il ruolo dell’iniziativa nel sostegno alla difesa e alla resilienza energetica di Kiev e nella definizione di una solida architettura di sicurezza, promuovendo il contributo europeo ai negoziati e un più stretto coordinamento a livello europeo ed euro-atlantico.

Intanto, nello Stretto di Hormuz, alcuni mercantili hanno effettuato attraversamenti “al buio” negli ultimi giorni, in un contesto di passaggi visibili quasi azzerati dopo l’escalation tra Stati Uniti e Iran. Secondo i dati preliminari di Kpler analizzati da Bloomberg, domenica sei navi hanno attraversato lo stretto con i transponder spenti, superando in numero i transiti tracciabili nei tre giorni precedenti. Nelle prime ore di oggi non risultano attraversamenti rilevati dai segnali del Sistema di identificazione automatica (AIS). Tuttavia, diverse unità sono riapparse su entrambi i lati dello stretto, nel Golfo Persico o nel Golfo dell’Oman, dopo aver trasmesso l’ultima posizione dall’altro versante, indizio di transiti effettuati senza attivare i sistemi di tracciamento.