Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
14 luglio 2026 - Aggiornato alle 13:39
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

il caso

Sos carburante aereo: le rotte europee fanno i conti con i tagli ai rifornimenti

Gestione al millimetro per gli aeroporti del Nord colpiti dai ritardi delle cisterne. Nessun velivolo a terra grazie alle immediate misure di ridistribuzione interna

14 Luglio 2026, 10:04

10:10

Sos carburante aereo: le rotte europee fanno i conti con i tagli ai rifornimenti

La catena di approvvigionamento negli aeroporti italiai è tesa fino allo stremo. La causa non è uno sciopero né un guasto informatico, ma la linfa vitale dell’aviazione: il jet fuel.

Il ritardo di una singola nave cisterna destinata a rifornire Air BP Italia ha fatto scattare un allarme esteso. Non si parla di una “mancanza secca” tale da immobilizzare gli aerei, bensì di una fornitura drasticamente ridotta per uno dei principali operatori.

Un collo di bottiglia che ha costretto, oltre a Bologna, scali chiave come Milano Linate, Venezia e Treviso a correre ai ripari, ricalibrando procedure e priorità di rifornimento.

Per evitare il blocco delle piste, è stata attivata la procedura d’emergenza. Al centro della strategia figura il contingentamento del cherosene: si prevedono limiti stringenti, con un tetto di 2.000 litri — circa due ore di volo — per i velivoli impegnati su rotte europee o inferiori alle tre ore. Una misura che spinge i vettori ad adottare il cosiddetto tankering inverso, ossia imbarcare il carburante negli scali di partenza per scongiurare criticità in quelli italiani.

Restano invece intoccabili e prioritari i voli di Stato, le emergenze sanitarie e i collegamenti a lungo raggio.

In questo quadro, la comunicazione è decisiva. Autorità e gestori aeroportuali valutano l’emissione dei NOTAM, gli avvisi ufficiali che informano gli equipaggi sulle limitazioni in atto, sebbene in alcuni casi la gestione possa essere affidata direttamente ai fornitori in interlocuzione con le compagnie.

L’episodio riaccende un campanello d’allarme già noto: nell’aprile 2026 una dinamica analoga, causata dal ritardo di un altro cargo, aveva imposto restrizioni simili, con lo stesso limite di 2.000 litri a Bologna.

L’attuale criticità conferma che, in una rete di rifornimento complessa e vulnerabile, la sicurezza e la continuità del traffico aereo dipendono dalla rapidità di redistribuzione delle scorte e dall’intervento di operatori alternativi. Il sistema, per ora, tiene e si evitano cancellazioni di massa, ma il livello di allerta resta elevatissimo.