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tensione alle stelle

Houthi e Arabia Saudita ai ferri corti: il conflitto nel Golfo si allarga

La rappresaglia dei ribelli contro lo scalo civile saudita evidenzia le capacità offensive mai sopite e alza il rischio di un errore di calcolo

14 Luglio 2026, 12:42

12:50

Houthi e Arabia Saudita ai ferri corti: il conflitto nel Golfo si allarga

In una recente e inquietante escalation, la fragile tregua in vigore dal 2022 sembra essersi incrinata, riportando in primo piano lo scontro tra i ribelli Houthi, l'Arabia Saudita e il ruolo dell'Iran.

Tutto è iniziato lunedì 13 luglio 2026, quando il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale ha rivendicato un bombardamento contro l'aeroporto internazionale di Sana'a.

Secondo il Ministero della Difesa legato alle autorità anti-Houthi, l'operazione mirava a impedire l'atterraggio di un velivolo iraniano della compagnia Mahan Air, osservata con attenzione per i suoi legami con l'influenza regionale di Teheran.

Impossibilitato a utilizzare lo scalo della capitale, l'aereo è stato infine dirottato verso Hodeidah, cittò portuale sul Mar Rosso sotto controllo Houthi.

L'attacco a Sana'a va oltre il semplice danneggiamento di un'infrastruttura. Per milioni di yemeniti, quello scalo rappresenta una via d'uscita vitale per emergenze sanitarie, ricongiungimenti familiari e per l'accesso del personale umanitario delle Nazioni Unite. Colpire la pista significa compromettere uno dei pochi risultati tangibili della tregua mediata dall'ONU, infliggendo un duro colpo alla già fragile credibilità del percorso politico.

La risposta del movimento Houthi è arrivata rapidamente oltre confine. Missili e droni sono stati lanciati contro l'aeroporto internazionale di Abha, nel sud-ovest dell'Arabia Saudita.

Sebbene la coalizione a guida saudita abbia dichiarato di aver intercettato i vettori ostili evitando vittime, il messaggio politico della ritorsione resta netto.

Il movimento armato ribadisce così la propria capacità di proiezione esterna, riaffermando un'equazione di deterrenza in cui alla distruzione di un'infrastruttura se ne contrappone un'altra.