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la guerra

Lo stretto di Hormuz vale il prezzo del petrolio: la mossa di Trump fa tremare i mercati

La proposta americana mette in discussione la libertà di navigazione e potrebbe avere ripercussioni ben oltre il Golfo Persico rischiando di riflettersi su carburanti, inflazione e bollette

14 Luglio 2026, 16:06

16:11

Lo stretto che vale il prezzo del petrolio: la mossa di Trump fa tremare i mercati

L'annuncio del presidente americano Donald Trump di voler imporre una tassa del 20% sulle merci in transito nello Stretto di Hormuz riporta al centro dell'attenzione uno dei punti più strategici del commercio mondiale. Non si tratta soltanto di una proposta destinata ad alimentare il confronto geopolitico con l'Iran, ma di una misura che, se dovesse concretizzarsi, potrebbe avere ripercussioni dirette sui prezzi dell'energia, dei trasporti e, in ultima analisi, sul costo della vita.

Lo Stretto di Hormuz è il principale corridoio energetico del pianeta. Collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e rappresenta il passaggio obbligato per una parte consistente delle esportazioni di petrolio e gas naturale liquefatto provenienti dai Paesi del Golfo. Secondo i dati della U.S. Energy Information Administration, attraverso questo tratto di mare transita oltre un quarto del commercio marittimo mondiale di petrolio e circa un quinto del consumo globale di greggio e derivati.

L'idea illustrata dalla Casa Bianca prevede che gli Stati Uniti, che rivendicano un ruolo centrale nella sicurezza della navigazione nello stretto, vengano compensati attraverso un prelievo pari al 20% del valore delle merci trasportate. La proposta arriva in un momento già segnato da tensioni militari, attacchi alle navi e premi assicurativi in forte crescita, elementi che hanno già fatto aumentare i costi del trasporto marittimo.

La proposta, tuttavia, apre anche un delicato fronte giuridico. Solo poche settimane fa il segretario di Stato Marco Rubio aveva ribadito che nessun Paese può imporre pedaggi per attraversare Hormuz, definendolo una via d'acqua internazionale soggetta alle norme del diritto del mare. La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare stabilisce infatti il diritto di libero passaggio negli stretti utilizzati per la navigazione internazionale e vieta l'imposizione di oneri per il semplice transito delle navi straniere.

Sul piano economico, le conseguenze potrebbero essere significative. Gli analisti ritengono che una tariffa del 20% farebbe lievitare ulteriormente il costo del trasporto del petrolio, sommando il nuovo pedaggio ai premi assicurativi di guerra, alle spese di sicurezza e ai ritardi operativi. Secondo alcune stime, anche un incremento parziale dei costi lungo questa rotta sarebbe sufficiente ad alimentare nuovi rincari del greggio e dei carburanti.

Gli effetti non si limiterebbero al settore energetico. L'aumento dei costi di trasporto inciderebbe anche sulla logistica, sulle materie prime industriali e sui prezzi finali di numerosi beni di consumo. Per questo motivo, una decisione apparentemente circoscritta a un tratto di mare tra Iran e Oman rischia di produrre conseguenze lungo l'intera filiera economica internazionale.

Resta da capire se quella di Trump sia una proposta destinata a trasformarsi in una misura concreta oppure una leva negoziale nell'ambito della sua strategia internazionale. Anche senza un'immediata attuazione, però, l'annuncio è già sufficiente a influenzare i mercati, spingendo armatori, assicuratori e governi a riconsiderare i rischi legati a una delle rotte commerciali più importanti del mondo.