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Il caso

Caos alla Camera, l'opposizione accusa Furgiuele di aver evocato «Hitler»

L'episodio in Aula durante la discussione sulla legge elettorale. Il deputato respinge le accuse, mentre il presidente di turno Mulè affida il caso ai questori

14 Luglio 2026, 23:23

23:30

 Caos alla Camera, l'opposizione accusa Furgiuele di aver evocato «Hitler»

Durante la seduta della Camera dedicata alla legge elettorale, è scoppiata una forte bagarre sfociata nell'occupazione dell'Aula a causa di una presunta, gravissima esclamazione. Alcuni parlamentari dell'opposizione hanno infatti accusato il deputato Domenico Furgiuele di aver pronunciato la parola «Hitler». L'episodio ha spinto il presidente di turno, Giorgio Mulè, a intervenire per chiedere chiarimenti e riportare l'ordine: «Che ha detto? Ha detto Hitler? Scusate, onorevole Furgiuele vengono segnalati alla presidenza alcuni suoi interventi che, per come vengono proposti, sono ovviamente totalmente da censurare. Ciò che è stato segnalato alla presidenza è immediatamente segnalato ai questori affinché avviino l’istruttoria e propongano all’ufficio di presidenza eventuali sanzioni nei suoi confronti».

Alla ripresa dei lavori, Furgiuele ha respinto categoricamente ogni accusa, difendendosi così: «Non segnali nessuno, non c'è nulla da segnalare». Il deputato ha poi fornito la sua personale ricostruzione dei momenti di tensione, spiegando che «qualcuno stava intervenendo, qualcun altro ha fatto gesti anche di carattere minaccioso, abbiamo risposto e ci è scappato anche il sorriso», sottolineando inoltre che «io sono rimasto stranamente seduto». Ribadendo la propria totale estraneità ai fatti contestati, ha aggiunto: «Io non ho fatto nulla questa volta», e si è spinto a sperare che «qualcuno possa chiedere almeno scusa». La linea della presidenza non è però mutata, con Mulè che ha ribadito in modo fermo: «Sarà oggetto dell’istruttoria dei questori».

Il clima è rimasto infuocato a causa dell'intervento di Andrea Casu del Pd, il quale ha denunciato la situazione dichiarando: «Subiamo continui attacchi e provocazioni». Casu ha poi preteso che si faccia piena luce, affermando che «se è vera una provocazione così grave, come pronunciare un nome che in quest’Aula non dovrebbe mai essere pronunciato», è allora doveroso chiedere «sanzioni. È un tema politico». A chiudere momentaneamente la disputa è intervenuto di nuovo Mulè, che, rivolgendosi all'esponente dem, ha chiarito la dinamica della sua decisione: «Lei stesso non ha sentito quello che ha detto Furgiuele, io non l’ho sentito. Mi è stato segnalato e ho fatto quello che dovevo».