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Bufera Ki Group-Bioera

Santanchè, chiusura indagini per bancarotta: coinvolte 15 persone, anche la sorella

La Procura di Mia no notifica l'avviso all'ex ministra e senatrice di FdI: bancarotta, falso in bilancio e truffa allo Stato le ipotesi di reato

15 Luglio 2026, 17:23

17:30

Santanchè, chiusura indagini per bancarotta: coinvolte 15 persone, anche la sorella

È arrivato l'atto che la Procura di Milano preparava da mesi. In queste ore viene notificato l'avviso di conclusione delle indagini a carico di Daniela Santanchè, senatrice di Fratelli d'Italia ed ex ministra del Turismo, insieme ad altre 15 persone e a una società, per i fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria Srl. Tra gli indagati compaiono anche la sorella dell'ex ministra, Fiorella Garnero, e l'ex compagno Giovanni Canio Mazzaro. Le ipotesi di reato contestate sono bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato.

La chiusura delle indagini è il passaggio che precede l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio: consente alle difese di prendere visione degli atti, depositare memorie e chiedere interrogatori prima che la Procura decida se procedere. Non equivale a una condanna né implica automaticamente un processo, ma segna comunque un salto di qualità nell'inchiesta.

Il fascicolo, coordinato dai pm Luigi Luzi e Guido Schininà sotto il procuratore aggiunto Roberto Pellicano, riunisce tre dissesti che si sono susseguiti nel tempo: quello di Ki Group Srl, formalizzato a gennaio 2024 con un passivo di circa 8,6 milioni di euro; quello di Bioera, storica società del biologico presieduta da Santanchè fino al 2021, dichiarata in liquidazione giudiziale a dicembre 2024; e infine quello di Ki Group Holding, dichiarata insolvente a giugno 2025, l'ultimo tassello che ha completato il quadro accusatorio. A questi si aggiunge ora anche Umbria Srl, comparsa nella notifica di oggi.

Tra i nodi al centro dell'inchiesta, la contestazione più delicata riguarda una scissione societaria che, secondo l'accusa, avrebbe svuotato Ki Group Holding trasformandola in una "scatola vuota", mentre una sopravvalutazione di alcuni asset avrebbe sostenuto la nascita della nuova Ki Group Srl. Ai fini del dissesto, alla senatrice viene inoltre addebitato il mancato pagamento di debiti erariali per 3,3 milioni di euro, oltre a due distribuzioni di dividendi — 4 milioni di euro nel 2015 e 1,4 milioni nel 2016 — ritenute prive dei presupposti reali.

L'avviso di chiusura indagini si aggiunge ai due procedimenti già in corso a carico dell'ex ministra: il processo per falso in bilancio legato al caso Visibilia e il filone, ancora fermo in fase preliminare, sulla presunta truffa aggravata ai danni dell'Inps per la gestione della cassa integrazione Covid, bloccato dal conflitto di attribuzione sollevato dal Senato e ora all'esame della Consulta.

Un quadro che si era già fatto pesante sul piano politico lo scorso marzo, quando Santanchè aveva rassegnato le dimissioni da ministra del Turismo, accolte da Giorgia Meloni e formalizzate il 26 marzo con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oggi la senatrice si trova a fronteggiare, su tre fronti giudiziari paralleli, quello che rappresenta il capitolo più esteso e strutturato della sua vicenda giudiziaria.