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passa al senato

Legge elettorale approvata alla Camera con 217 voti a favore, 152 contro. Esultanza nel centrodestra. Schlein: "Meloni ha tradito"

Caos in Aula dopo la protesta delle opposizioni con i cartelli. Donzelli: "Basta con maggioranze meno stabili di coppie di Temptation Island"

16 Luglio 2026, 12:17

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Legge elettorale approvata alla Camera con 217 voti a favore, 152 contro. Esultanza nel centrodestra. Schlein: "Meloni ha tradito"

L’Aula della Camera ha approvato la riforma della nuova legge elettorale con 217 voti a favore, 152 contro e 2 astenuti. Il voto è stato segreto, il provvedimento passa al Senato. Il risultato è stato accolto da un applauso della maggioranza. Il provvedimento passa ora al Senato per la seconda lettura. La riforma prevede un premio di maggioranza per la coalizione o la lista, che supera il 42% dei consensi (ovvero 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, fino a un tetto di 220 deputati e 113 senatori). In caso di mancato raggiungimento della soglia, i seggi verranno poi assegnati in misura proporzionale. Sulla scheda elettorale sarà indicato il candidato premier e non figureranno le preferenze: sul tema, non è stato bocciato - per un solo voto di scarto - un emendamento di Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc.

Esultanza nel centrodestra subito dopo il voto sulla legge elettorale nell’Aula della Camera. I deputati di maggiorana si sono alzati in piedi applaudendo e alcuni di loro si sono stretti la mano in segno di soddisfazione. «Se passerà questa legge avrà vinto l'Italia perché non staremo, come accaduto nella scorsa legislatura 90 giorni senza un governo non può permetterselo l'Italia, non può permettersi dei partiti in perenne campagna elettorale costretti a elargire mancette e superbonus e cotillon». Lo ha detto il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli intervenendo in Aula alla Camera nell’ambito delle dichiarazioni di voto sulla legge elettorale.

Grazie a questa legge, ha aggiunto, «non torneremo alle maggioranza che hanno una stabilità minore delle coppie di Temptation Island: una legge che consente un Parlamento forte è una legge di democrazia». «Un consiglio - ha aggiunto rivolgendosi alle opposizioni - non richiesto: smettete di dire che è una legge costruita per Giorgia Meloni perché dirsi contro una legge fatta per far governare chi ha un voto in più vuol dire che a prendere un voto in più di Giorgia Meloni non ci credete nemmeno voi e come possono crederci i vostri elettori?».

«Quanta ipocrisia in questa Aula da coloro che hanno sfiduciato Meloni, chi ha tradito? Questa è l'unica ossessione di Meloni. Almeno quaranta persone hanno tradito». Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in dichiarazione di voto sulla legge elettorale in Aula alla Camera.
«Volete cambiare la legge elettorale perché avete paura di perdere. Chi ha tradito? Questa è l’unica ossessione, non gli oltre mille morti sul lavoro dell’anno scorso, non la povertà, non le ondate di calore, non le famiglie che non possono permettersi il condizionatore, non i femminicidi. Sono quattro anni che vi facciamo proposte concrete per dire che non basta la repressione, serve la prevenzione. Queste sono le priorità, non cambiare la legge elettorale», ha aggiunto. «Meloni, è lei che ha tradito la fiducia degli italiani», ha concluso. 

«Avete segnato un colpo e avete fatto bene a festeggiare come aveste vinto i mondiali per aver impedito agli italiani di esprimere le preferenze: è una vittoria vostra e ve la lascio tutta: almeno riuscirete a essere eletti nelle vostre liste bloccate e a prendere in giro ancora una volta gli italiani». Lo ha detto Giovanni Donzelli (FdI) intervenendo in Aula alla Camera nell’ambito delle dichiarazioni di voto sulla legge elettorale, parole che hanno causato proteste dure dai banchi delle opposizioni. «Capisco che la verità vi turbi ma non siete sempre nella redazione unica dei vostri giornali». «Fratelli d’Italia - ha attaccato - avrebbe votato anche i vostri emendamenti sulle vostre preferenze li avete ritirati vigliaccamente: vergognatevi, se avevate il coraggio di difendere le preferenze portavate le preferenze in Aula e sarebbero passate».

Caos in Aula dopo la protesta delle opposizioni con i cartelli sulla legge elettorale. Il presidente di Montecitorio Lorenzo Fontana ha richiamato all’ordine alcuni deputati delle opposizioni che non tornavano al proprio posto e un deputato di Futuro Nazionale. In particolare Riccardo Magi, che sventolava un grande cartello al centro dell’Aula, è stato richiamato all’ordine più volte. Allo stato i cartelli sono stati rimossi e proseguono le dichiarazioni di voto.