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la storia

Il grilletto facile di Mario Roggero: prima dei rapinatori, il bersaglio fu il genero

Due mesi patteggiati per aver minacciato con l'arma tre persone dopo uno schiaffo ricevuto dalla figlia

17 Luglio 2026, 17:48

17:50

Il grilletto facile di Mario Roggero: prima dei rapinatori, il bersaglio fu il genero

Nel passato di Mario Roggero non c’è soltanto la drammatica rapina culminata nel sangue. Il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo), la cui condanna a 14 anni e 9 mesi per il duplice omicidio e il ferimento di un terzo rapinatore nell’aprile 2021 è stata di recente resa definitiva dalla Cassazione, aveva già avuto guai giudiziari legati all’uso delle armi.

Dagli atti processuali confermati dalla Suprema Corte emerge infatti un episodio risalente al 17 dicembre 2005, lontano dalle dinamiche di rapina e legittima difesa discusse negli ultimi anni. Quella sera, secondo la ricostruzione della Corte d’Assise di Asti e della Corte d’appello di Torino, Roggero fu contattato dalla figlia, che chiedeva aiuto dopo essere stata schiaffeggiata e abbandonata in strada dal fidanzato al culmine di una lite.

La reazione del commerciante fu immediata e violenta. Raggiunta l’abitazione del giovane, lo affrontò non appena questi rispose al citofono, insultandolo con l’epiteto di “bastardo”, quindi lo spinse e lo colpì con pugni al volto. La situazione degenerò all’arrivo dei genitori del ragazzo: in quel momento Roggero estrasse una pistola, minacciando tutti e tre e costringendoli, terrorizzati, a ripararsi dietro il cancello di casa.

La vicenda si concluse nel 2007 davanti al Tribunale di Alba con un patteggiamento a due mesi di reclusione per ingiurie e minacce aggravate dall’uso di un’arma, pena poi sostituita con un’ammenda di 2.280 euro.

Quel fascicolo, chiuso 16 anni prima dei fatti di Grinzane Cavour, assume oggi un peso decisivo nelle motivazioni della sentenza. I giudici, pur riconoscendo che Roggero fosse affetto da un disturbo post traumatico da stress in seguito alla precedente rapina del 2015 e che ritenesse di dover agire da solo a causa di una presunta inefficienza delle autorità, hanno sottolineato come la modalità impulsiva di reazione agli eventi fosse presente anche nel passato. Il precedente del 2005 delinea così il profilo di un uomo la cui reattività incontrollata preesisteva al trauma delle rapine subite, smontando l’immagine di una risposta esplosa all’improvviso solo nel 2021.