Il conflitto
Escalation nel Golfo: attacchi iraniani su infrastrutture civili. L'accusa di crimini di guerra e lo strappo di Teheran
Colpiti impianti petroliferi e idrici in Kuwait con danni e feriti. Il Consiglio di cooperazione del Golfo condanna le offensive, mentre l'Iran sospende gli accordi con gli Stati Uniti minacciando dure ritorsioni
Il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), Jasem Mohamed Albudaiwi, ha duramente condannato la recente ondata di attacchi iraniani contro le infrastrutture civili di Bahrein, Giordania e Kuwait. In un comunicato ufficiale, Albudaiwi ha dichiarato che «Le azioni dell’Iran rappresentano un’escalation estremamente pericolosa, una grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, nonché crimini di guerra... dato il deliberato attacco a infrastrutture e strutture civili». La situazione risulta particolarmente critica in Kuwait, dove il ministero degli Esteri ha accusato esplicitamente Teheran sottolineando che «I ripetuti attacchi a queste infrastrutture vitali rivelano un approccio ostile sistematico che prende di mira siti civili e infrastrutture vitali, mettendo in pericolo la vita e la sicurezza dei civili». Sul campo le conseguenze sono evidenti: un incendio è divampato in un impianto per la produzione di energia e la desalinizzazione dell'acqua, mentre la compagnia petrolifera statale kuwaitiana ha segnalato danni materiali e feriti a seguito di un raid contro un proprio stabilimento.
Nel frattempo, la Repubblica Islamica ha irrigidito ulteriormente le proprie posizioni sul fronte diplomatico. Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha annunciato che «Teheran ha interrotto i suoi impegni previsti dal memorandum d’intesa firmato a Islamabad tra Iran e Stati Uniti». Precisando la linea del governo, ha chiarito che «Al momento non ci sono notizie di colloqui e la politica attuale dell’Iran è quella di difendere fermamente il Paese». Gharibabadi ha accusato Washington di aver compromesso i negoziati con iniziative ostili, specificando che «Stavamo negoziando, ma gli americani hanno violato completamente il Memorandum d’intesa con le loro mosse aggressive. Tuttavia, hanno ricevuto una risposta e hanno capito che tali azioni non porteranno a nulla, poiché l’Iran darà una risposta decisa e una lezione severa agli aggressori». Infine, secondo quanto riportato dall'agenzia Tasnim, il viceministro ha rivolto un avvertimento diretto agli Stati Uniti affermando che «Se sono saggi dovrebbero trovare altre soluzioni».