Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
18 luglio 2026 - Aggiornato alle 19:31
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

il caso

La toponomastica che uccide: inchiesta sul cortocircuito dei soccorsi nel Bellunese

Il sindaco Zanolla promette di cambiare i nomi delle strade entro l'autunno per evitare nuove tragedie legate alla confusione

18 Luglio 2026, 18:07

18:10

 La toponomastica che uccide: inchiesta sul cortocircuito dei soccorsi nel Bellunese

Il neonato Comune di Setteville, costituito nel gennaio 2024 dalla fusione di Alano di Piave e Quero Vas, è finito al centro di una delicata inchiesta della Procura di Belluno in seguito alla morte di Giuseppe Rizzo, pensionato di 75 anni, vittima di una rovinosa caduta cui è seguito un ritardo nei soccorsi.

Un ritardo non imputabile a traffico o distanze, ma a un banale caso di omonimia toponomastica che ha tratto in inganno il navigatore dell’ambulanza. La tragedia si è consumata la sera di sabato scorso.

Poco dopo le 20.30, Rizzo è uscito con il cane nei pressi di piazza Marconi a Quero e, probabilmente colto da un malore, è precipitato lungo una scalinata. Nell’attesa del 118, alcuni vicini e un giovane del paese hanno praticato manovre di rianimazione cardiopolmonare.

Nel frattempo il mezzo di emergenza ha accumulato minuti preziosi perché il sistema GPS lo ha indirizzato verso un’altra strada omonima all’interno dello stesso territorio comunale. Il 75enne è stato poi trasferito in elisoccorso all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove è deceduto il martedì successivo.

L’autorità giudiziaria ha disposto il blocco dei funerali, previsti nella chiesa arcipretale di Quero, per consentire gli accertamenti medico-legali necessari a stabilire le cause del decesso e valutare il reale impatto del ritardo sull’esito dei soccorsi.

Con l’unione dei due enti, il nuovo Comune — oltre 5.700 abitanti distribuiti su circa 82 chilometri quadrati — si è ritrovato con strade e piazze dallo stesso nome in ex municipi differenti.

Le “soluzioni tampone”, come l’aggiunta di suffissi identificativi (“via Marconi Quero” o “via Marconi Vas”), si sono scontrate con la lentezza e l’eterogeneità degli aggiornamenti dei software di geolocalizzazione

Il sindaco Bruno Zanolla ha riconosciuto apertamente il problema, invitando però alla prudenza per evitare che il dolore si trasformi in un processo sommario agli operatori sanitari. Il primo cittadino ha annunciato che, entro l’autunno del 2026, una decina di vie cambierà denominazione per eliminare definitivamente ambiguità e possibili equivoci.