BOLOGNA
Cosa sappiamo della morte di Fakir: il video, i 39 minuti da chiarire, l’inchiesta della Procura e lo scudo per i 6 coinvolti
Coinvolti due agenti e quattro sanitari, applicata per la prima volta la norma sullo scudo penale: non ci sono indagati in senso tecnico. Stasera il presidio in piazza Nettuno
Sono sei le persone coinvolte nell'inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir, l'uomo di 42 anni deceduto domenica 19 luglio in via Italo Svevo, nel quartiere Pilastro di Bologna, durante un intervento di polizia. Si tratta di due agenti del commissariato Bolognina Pontevecchio e di quattro operatori dell'ambulanza intervenuta sul posto. La Procura, guidata da Paolo Guido con il pm Domenico Ambrosino, procede per omicidio colposo e ha iscritto il procedimento nel registro modello 45 bis nei confronti di chi ha preso parte "alle diverse fasi del prolungato intervento". Non risultano iscritti altri cittadini presenti sulla scena, compresa una terza persona visibile nel video circolato online.
Cos'è lo scudo e perché è una prima applicazione
L'iscrizione nel modello 45 bis non equivale, tecnicamente, a un'iscrizione nel registro degli indagati: è un registro separato, introdotto dalle nuove norme del decreto sicurezza, destinato alle annotazioni preliminari nei casi in cui a un soggetto venga attribuito un fatto di reato commesso in presenza di una causa di giustificazione — nel caso degli agenti, l'uso della forza nell'esercizio delle funzioni. Sarebbe, secondo quanto riportato, la prima volta che questa norma trova applicazione in un caso di questo tipo. Non ci sono dunque, allo stato, indagati in senso tecnico, ma la Procura ha comunque avviato tutti gli accertamenti previsti, "a partire da quelli medico-legali", per arrivare a una ricostruzione completa dei fatti nei tempi previsti dalla normativa.
Il legale della famiglia, l'avvocato Fabio Anselmo — già difensore in casi come quelli di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi — ha espresso preoccupazione proprio sul fatto che le indagini siano condotte dalla polizia, chiedendo che, come richiesto dalla Cedu, se ne occupi "un corpo autonomo" e non lo stesso a cui appartengono le persone coinvolte.
Cosa mostrano video e bodycam
Gli inquirenti hanno acquisito sia il filmato girato da un residente e circolato in rete, sia le registrazioni delle bodycam in dotazione ai due agenti intervenuti. Secondo la ricostruzione, i due poliziotti avrebbero fatto uso di spray al peperoncino prima di contenere e immobilizzare l'uomo. La Procura ha precisato che l'analisi terrà conto "dell'intero sviluppo dei fatti", di durata più estesa rispetto al solo video diffuso online.
La cronologia dei soccorsi
I poliziotti, chiamati inizialmente da alcuni residenti per un uomo in escandescenza che ce l'aveva con l'automobilista di un'auto in ingresso a un garage, avrebbero poi segnalato al 118 un caso di crisi psichiatrica. L'ambulanza sarebbe stata inviata alle 12.17; l'automedica, richiesta successivamente, sarebbe partita alle 12.42 dall'ospedale Maggiore, arrivando in via Svevo alle 12.53, quando sarebbe stato possibile solo constatare il decesso.
La Croce Rossa di Bologna ha respinto le critiche circolate sui social, spiegando che i quattro soccorritori erano presenti sul posto ma non potevano intervenire finché l'uomo si trovava sotto il controllo delle forze dell'ordine, e sono intervenuti non appena è stato loro consentito.
L'autopsia
L'esame autoptico sarà affidato a un pool di medici legali con una consulenza tecnica collegiale, incarico che i magistrati conferiranno nelle prossime ore. Da un primo esame sarebbero emerse ferite al capo e al volto, di cui l'autopsia dovrà chiarire l'origine.
Chi era Fakir
L'avvocata Barbara Spinelli, che assisteva Fakir in un procedimento per il rinnovo del permesso di soggiorno — pratica puramente formale, dato che l'uomo era già regolare in Italia fin da bambino — lo ha descritto come "una persona estremamente gentile, educata, rispettosa", un lavoratore con dipendenti, preoccupato negli ultimi mesi per il nuovo Patto europeo sulla migrazione nonostante avesse tutti i documenti in regola.
La mobilitazione
Questa sera alle 19 è in programma un presidio in piazza Nettuno, promosso dal sindaco Matteo Lepore, per chiedere verità sulla vicenda. Il sindacato Si Cobas ha inoltre proclamato uno stato di agitazione in provincia, con un blocco annunciato per le 22 all'Interporto di Bologna.
A oggi restano pochi punti fermi: l'apertura dell'inchiesta per omicidio colposo a carico di sei persone iscritte nel registro delle annotazioni preliminari, l'assenza di indagati in senso tecnico grazie alla nuova norma sullo scudo, l'acquisizione di video e bodycam, e l'autopsia imminente. Sulla dinamica esatta dei fatti, sulla correttezza dell'intervento e su eventuali responsabilità si pronuncerà solo l'inchiesta.
