Accordi
Trump dà il via libera al nucleare civile in Arabia Saudita: aziende Usa in prima linea e Washington avverte l'Iran sullo Stretto di Hormuz
Rubio: "Gli Stati Uniti restano disponibili a una soluzione negoziata ma si muoveranno per difendere i propri interessi e quelli degli alleati se Teheran non dimostrerà serietà nei colloqui"
Donald Trump ha dato il via libera formale a un’intesa che consente all’Arabia Saudita di sviluppare un programma nucleare a fini civili, potenzialmente propedeutico all’arricchimento dell’uranio. Lo scrive il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi, secondo cui l’accordo ha una durata trentennale e un valore stimato in decine di miliardi di dollari. L’intesa attribuisce alle imprese americane un ruolo di primo piano nella realizzazione delle infrastrutture nucleari saudite, escludendo al contempo i concorrenti esteri. Tra le clausole, la possibilità che aziende Usa costruiscano nel Regno un impianto di arricchimento, qualora una valutazione congiunta ne sancisse la necessità.
Frattanto sul dossier Iran, gli Stati Uniti restano disponibili a una soluzione negoziata ma si muoveranno per difendere i propri interessi e quelli degli alleati se Teheran non dimostrerà serietà nei colloqui. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa Marco Rubio a Manila, a margine delle riunioni dell’Asean, come riportato dall’agenzia Anadolu. «Gli Stati Uniti sono sempre impegnati nella diplomazia. Siamo aperti e disponibili a impegnarci in accordi negoziati», ha affermato, precisando però che «il problema che abbiamo in questo momento è che loro non sono seri nei colloqui». «Se sono seri, noi siamo seri. Se non lo sono, faremo ciò che è necessario per proteggere i nostri interessi e quelli dei nostri alleati», ha aggiunto.
Rubio ha inoltre riaffermato l’impegno di Washington verso l’Asean, definendolo «al 100%» e indicandolo come il principale canale di coinvolgimento degli Stati Uniti nel Sud-est asiatico. Ha richiamato 2,5 miliardi di dollari di investimenti strategici nella regione e quasi 130 milioni di dollari destinati ad attività di sminamento. «Il futuro e la storia del XXI secolo saranno scritti in questa regione», ha sottolineato, evidenziando l’importanza della cooperazione su economia digitale, energia e catene di approvvigionamento.
In un ulteriore passaggio, il capo della diplomazia americana ha avvertito che un eventuale controllo iraniano dello Stretto di Hormuz costituirebbe un «precedente molto pericoloso» con effetti ben oltre il Medio Oriente. Intervenendo alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Asean a Manila, come riporta il Times of Israel, Rubio ha spiegato: «Se creiamo un precedente in Medio Oriente in cui uno Stato può decidere di controllare una via d’acqua internazionale, imporre un pedaggio e far saltare in aria le vostre navi se non pagate, abbiamo creato un precedente molto pericoloso che si ripeterà in altre parti del mondo, compresa questa regione». Ha quindi legato la questione di Hormuz agli interessi strategici del Sud-est asiatico, profondamente dipendente dalle rotte marittime e dal commercio energetico, avvertendo che un cambio delle regole sulla libertà di navigazione in Medio Oriente potrebbe riverberarsi su altri corridoi marittimi cruciali a livello globale.