Governo
Disordini a Bologna, Meloni: "Tolleranza zero per chi sfascia tutto. Scelta di Lepore irresponsabile"
La posizione della premier contro bande e violenza e difesa della stretta sul risarcimento civile
«Tolleranza zero nei confronti di chi pensa di poter sfasciare tutto, di terrorizzare le persone perbene, di trasformare i nostri quartieri in zone franche». Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un’intervista al quotidiano Il Giornale, in cui si è soffermata sull'ultima vasta operazione di polizia contro la criminalità minorile e dell’ulteriore stretta contro i minori che delinquono. Ma la premier è ritornata anche sui fatti di Bologna e sul caso del gioielliere Roggero.
«Ho trovato irresponsabile l’idea del sindaco Lepore di chiamare la piazza all’indomani di quella tragedia, senza che ci fosse stato neanche modo di appurare le eventuali responsabilità - dice Meloni -. Era evidente che quella scelta sarebbe suonata come una condanna a priori delle Forze dell’Ordine e un ottimo pretesto per i soliti noti dei centri sociali e del mondo antagonista di mettere a ferro e fuoco Bologna, alimentare lo scontro sociale, aggredire la polizia e seminare violenza in città».
Sulle accuse da parte dell’opposizione di sciacallaggio sul caso Roggero, Meloni replica che «è evidente a tutti, tranne che alla sinistra, che c'è una questione di proporzionalità delle pene che vengono comminate».
«Non si possono dare otto anni ad un pedofilo o meno di dieci anni in casi di stupri di gruppo e poi condannare un comune cittadino di 72 anni a passare il resto dei propri giorni in carcere, perché ha reagito ad una banda di rapinatori che avevano assaltato il suo negozio, minacciando di morte lui e la sua famiglia», dice Meloni, che definisce «un provvedimento di buon senso» la norma, nel Ddl sicurezza, che esclude un risarcimento civile a chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato, «per scongiurare la possibilità che una persona che si è difesa possa essere condannata due volte, rischiando anche di perdere il frutto del lavoro di una vita intera e di finire sul lastrico».