il caso
Trovato morto in Francia l'uomo che forniva le modelle a Epstein
Daniel Siad era al centro delle indagini sulla rete internazionale e la sua fine impone nuove cautele giudiziarie
L’eco dell’affare Epstein torna a investire l’Europa, fermandosi questa volta in un appartamento alla periferia nord-occidentale di Parigi. Daniel Siad, 69 anni, ex talent scout della moda il cui nome è emerso con forza nelle migliaia di pagine desecretate negli Stati Uniti sull’entourage del finanziere americano, è stato rinvenuto senza vita nella sua abitazione di Colombes lunedì 20 luglio 2026.
La conferma del decesso è arrivata mercoledì 22 luglio, insieme all’apertura di un’indagine da parte della procura di Nanterre. Mentre le prime indiscrezioni giornalistiche evocano con prudenza un possibile arresto cardiaco, le autorità hanno disposto l’autopsia per chiarire le cause della morte, evitando al momento conclusioni ufficiali.
Fino a poco tempo fa, il nome di Siad era conosciuto quasi esclusivamente negli ambienti del settore. Le declassificazioni di gennaio 2026 lo hanno però portato sotto i riflettori come presenza costante nelle carte: citato a più riprese in email, documenti e resoconti.
Operava nella zona grigia dove il glamour della moda incontra forti asimmetrie di potere: da intermediario, si spostava tra Parigi, Barcellona, Stoccolma e altri snodi europei, con il pretesto di casting e presunte opportunità internazionali per giovani aspiranti modelle.
Secondo le inchieste del Guardian e di Le Monde, i suoi contatti assidui con Jeffrey Epstein – proseguiti fino a ridosso della morte del miliardario, nel 2019 – consistevano spesso nell’invio di profili, fotografie e segnalazioni di ragazze incontrate durante lo scouting.
Un modus operandi che lo avvicina a un’altra figura chiave e tragica dell’indagine: Jean-Luc Brunel, storico agente di modelle e considerato il principale facilitatore europeo di Epstein, trovato morto in una cella del carcere di Parigi nel 2022.
La scomparsa di Siad trascende la cronaca locale e si aggiunge come ulteriore pagina oscura a un dossier internazionale. La sua morte recide un potenziale anello di congiunzione utile a comprendere l’effettiva portata della rete di reclutamento in Europa.
Resta però imprescindibile distinguere i fatti dalle illazioni: al momento non vi sono elementi ufficiali che colleghino il decesso ai recenti clamori mediatici o alle accuse mosse nei suoi confronti, e le sue eventuali responsabilità penali rimangono da accertare. Il mistero su quanto sapesse davvero Daniel Siad, forse, se n’è andato con lui.