la polemica
"Fuori le chat": caos a Palazzo Madama sullo scudo a Delmastro
Seduta sospesa per oltre mezz'ora dopo l'occupazione dei banchi da parte del M5S contro il rifiuto della maggioranza di consegnare i messaggi ai magistrati
La frizione tra politica e magistratura si riaccende nelle aule parlamentari. A innescare la nuova escalation è stata la decisione della Giunta per le autorizzazioni della Camera di respingere l’istanza della Procura di Roma volta ad acquisire le chat intercorse tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove e Mauro Caroccia. Il pronunciamento, che dovrà ora essere esaminato e votato dall’Aula di Montecitorio, ha provocato un effetto domino fino a paralizzare i lavori del Senato.
Al centro della disputa c’è l’inchiesta sulla cosiddetta “Bisteccheria d’Italia” e sui processi decisionali legati alla società “Le 5 Forchette”. Per i magistrati quei messaggi, rinvenuti nel telefono sequestrato a Caroccia, sarebbero determinanti per ricostruire i rapporti tra i due. Delmastro non risulta formalmente indagato nel procedimento, ma la posizione di Caroccia accende ulteriormente i riflettori: l’uomo è coinvolto in un’indagine per riciclaggio e ha alle spalle una condanna definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso, ricondotta, secondo alcune ricostruzioni, al clan Senese.
La maggioranza si è compattata attorno al diniego. Il relatore di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha motivato la bocciatura in nome della tutela delle garanzie, censurando la richiesta dei pm per la sua “genericità”, l’“assenza di delimitazione temporale” e la mancata dimostrazione dell’impossibilità di ricorrere a strumenti meno invasivi. Una linea che mira a presidiare un equilibrio istituzionale, evitando autorizzazioni considerate “esplorative”.
Di segno opposto la lettura dell’opposizione, che denuncia una blindatura politica volta a sottrarre agli investigatori elementi ritenuti cruciali su una vicenda già segnata da profonde ricadute, culminate con le dimissioni di Delmastro dal governo nel marzo 2026. La tensione è deflagrata a Palazzo Madama: i senatori del Movimento 5 Stelle hanno occupato i banchi del governo esibendo cartelli con la scritta “Fuori le chat” e urlando “Vergogna”. Il capogruppo M5S, Luca Pirondini, ha accusato duramente la maggioranza di ostacolare gli accertamenti su presunti rapporti con ambienti criminali, innescando un acceso scontro verbale con l’esponente di Fratelli d’Italia Roberto Menia, tra urla e tentativi di strappare i cartelli. La vicepresidente di turno, Mariolina Castellone, ha sospeso la seduta per oltre mezz’ora. Un intervallo inconsueto per la liturgia parlamentare, che conferma come il caso Caroccia-Delmastro sia divenuto il nuovo, scopertissimo nervo della legislatura.