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IL CASO

Niente sospensione della pena per Roggero, resta in carcere

La richiesta respinta dalla giudice: "Non si ravvisano urgenze". La figlia: "Speriamo nella grazia o nei domiciliari"

22 Luglio 2026, 21:04

roggero

Per il momento le porte del carcere di Bollate, nel Milanese, non si apriranno per Mario Roggero: il gioielliere di Grinzane Cavour continuerà a scontare la pena a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo nel 2021 durante una rapina nel suo negozio, nel Cuneese.

L’Ufficio di Sorveglianza di Torino ha infatti respinto l'istanza di differimento della carcerazione, perché, come scrive nel provvedimento il magistrato Elena Massucco, «non si ravvisa, né sono state indicate dalla difesa le circostanze di necessità e di urgenza indispensabili per provvedere cautelativamente, in questa sede».

Laura Roggero, una delle figlie dell’orefice, è stata la prima a commentare la decisione. «Manteniamo la speranza che ci sia comunque una soluzione, che sia la concessione dei domiciliari o la grazia, anche tenuto conto della sua età», ha detto.

Gli atti intanto verranno trasmessi al Tribunale di Sorveglianza del capoluogo piemontese, a cui spetterà «ogni valutazione» e «potrà assumere una ponderata decisione con completa istruzione di elementi istruttori, tra i quali anche la motivazione della sentenza della Corte di Cassazione, emessa il 15 luglio, che si è pronunciata sul ricorso avanzato dal Roggero». Motivazione non ancora disponibile.

Il magistrato di sorveglianza precisa inoltre, nello spiegare il respingimento, che «questo tipo di istanze è funzionale per pene detentive brevi» ed è «applicabile solo quando l’esecuzione della pena non è ancora iniziata e non quando è già in corso».

Mario Roggero si era costituito venerdì pomeriggio e in carcere era entrato alle 17. L’istanza era stata presentata, dal difensore Stefano Marcolini, poche ore prima, alle 10.01. L'avvocato chiedeva il differimento della pena in attesa della decisione sulla domanda di grazia avanzata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dalla moglie di Mario Roggero, Mariangela Sandrone.

Secondo la donna, si legge nel provvedimento, la sentenza della Cassazione «rappresenta per mio marito Mario una sorta di ergastolo» e «che tale pronuncia, se eseguita rappresenterebbe per me, per le nostre quattro figlie e per la famiglia tutta una ulteriore condanna a non poter più vedere Mario in libertà, per non parlare dei danni economici all’attività della nostra gioielleria».

Gli atti, oltre al Tribunale di Sorveglianza torinese, sono stati trasmessi alla Procura generale della Corte d’Appello di Torino e all’Ufficio di Sorveglianza di Milano. Proprio da quest’ultimo sempre oggi è stato sollevato un conflitto negativo di competenza con l’Ufficio di Sorveglianza di Torino, ritenendo competente il capoluogo piemontese a pronunciarsi sull'istanza depositata il 17 luglio. Spetta alla Cassazione risolvere nel caso il conflitto.

«Io credo sia necessario abbassare i toni, da parte di tutti e lasciare alla magistratura il modo e il tempo di fare il suo lavoro», afferma il procuratore capo di Milano Marcello Viola, che ha commentato gli attacchi social ai magistrati che hanno condannato il gioielliere e le tensioni politiche scoppiate sul tema della legittima difesa. Per Viola, il punto è anche quello di «provare a valutare dopo avere letto bene le motivazioni dei provvedimenti. Ma soprattutto bisogna tornare a rasserenare il clima, tornare ad un rapporto istituzionale che consenta anche di evitare eccessi come quelli che si sono visti in questi giorni».

Un invito all’equilibrio dal viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, a proposito della discussione politica, invitando a salvaguardare «la legittima difesa, che non rende però lecita qualsiasi reazione». Dall’ex magistrato Simonetta Matone, deputata della Lega, un invito a Roggero «a un percorso di pentimento, che lo invito a intraprendere subito». (ANSA).

La richiesta respinta dal giudice. La figlia: «Speriamo nella grazia o nei domiciliari». (di Andrea Doi)

(ANSA) - TORINO, 22 LUG - Per il momento le porte del carcere di Bollate, nel Milanese, non si apriranno per Mario Roggero: il gioielliere di Grinzane Cavour continuerà a scontare la pena a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo nel 2021 durante una rapina nel suo negozio, nel Cuneese.

L’Ufficio di Sorveglianza di Torino ha infatti respinto l'istanza di differimento della carcerazione, perché, come scrive nel provvedimento il magistrato Elena Massucco, «non si ravvisa, né sono state indicate dalla difesa le circostanze di necessità e di urgenza indispensabili per provvedere cautelativamente, in questa sede».

Laura Roggero, una delle figlie dell’orefice, è stata la prima a commentare la decisione. «Manteniamo la speranza che ci sia comunque una soluzione, che sia la concessione dei domiciliari o la grazia, anche tenuto conto della sua età», ha detto.

Gli atti intanto verranno trasmessi al Tribunale di Sorveglianza del capoluogo piemontese, a cui spetterà «ogni valutazione» e «potrà assumere una ponderata decisione con completa istruzione di elementi istruttori, tra i quali anche la motivazione della sentenza della Corte di Cassazione, emessa il 15 luglio, che si è pronunciata sul ricorso avanzato dal Roggero». Motivazione non ancora disponibile. Il magistrato di sorveglianza precisa inoltre, nello spiegare il respingimento, che «questo tipo di istanze è funzionale per pene detentive brevi» ed è «applicabile solo quando l’esecuzione della pena non è ancora iniziata e non quando è già in corso».

Mario Roggero si era costituito venerdì pomeriggio e in carcere era entrato alle 17. L’istanza era stata presentata, dal difensore Stefano Marcolini, poche ore prima, alle 10.01. L'avvocato chiedeva il differimento della pena in attesa della decisione sulla domanda di grazia avanzata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dalla moglie di Mario Roggero, Mariangela Sandrone. Secondo la donna, si legge nel provvedimento, la sentenza della Cassazione «rappresenta per mio marito Mario una sorta di ergastolo» e «che tale pronuncia, se eseguita rappresenterebbe per me, per le nostre quattro figlie e per la famiglia tutta una ulteriore condanna a non poter più vedere Mario in libertà, per non parlare dei danni economici all’attività della nostra gioielleria».

Gli atti, oltre al Tribunale di Sorveglianza torinese, sono stati trasmessi alla Procura generale della Corte d’Appello di Torino e all’Ufficio di Sorveglianza di Milano. Proprio da quest’ultimo sempre oggi è stato sollevato un conflitto negativo di competenza con l’Ufficio di Sorveglianza di Torino, ritenendo competente il capoluogo piemontese a pronunciarsi sull'istanza depositata il 17 luglio. Spetta alla Cassazione risolvere nel caso il conflitto.

«Io credo sia necessario abbassare i toni, da parte di tutti e lasciare alla magistratura il modo e il tempo di fare il suo lavoro», afferma il procuratore capo di Milano Marcello Viola, che ha commentato gli attacchi social ai magistrati che hanno condannato il gioielliere e le tensioni politiche scoppiate sul tema della legittima difesa. Per Viola, il punto è anche quello di «provare a valutare dopo avere letto bene le motivazioni dei provvedimenti. Ma soprattutto bisogna tornare a rasserenare il clima, tornare ad un rapporto istituzionale che consenta anche di evitare eccessi come quelli che si sono visti in questi giorni».

Un invito all’equilibrio dal viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, a proposito della discussione politica, invitando a salvaguardare «la legittima difesa, che non rende però lecita qualsiasi reazione». Dall’ex magistrato Simonetta Matone, deputata della Lega, un invito a Roggero «a un percorso di pentimento, che lo invito a intraprendere subito».