Il caso
Scomparse Orlandi e Gregori, le rivelazioni (in parte secretate) dell'ex pm Staffa: «C'entrano De Pedis e Marcinkus»
Il magistrato audito dalla Commissione bicamerale di inchiesta su quelle scomparse ha parlato di indagini che a un certo punto si erano "incacrenite"
Sabina Minardi, ex compagna del boss della Banda della Magliana, Enrico De Pedis, «quando vado ad incontrarla in una comunità parla di luoghi, vicende, persone, con molti dettagli, tali che nemmeno uno sceneggiatore di prima categoria avrebbe potuto inventarli tutti in una mattinata, era un pò difficile che si potesse inventare tutto, ecco perchè io uscii da quella comunità con una certa convinzione della credibilità soggettiva della donna». Lo dice Roberto Staffa, già sostituto procuratore della Repubblica contitolare, dal 2008 al 2010, del procedimento relativo alla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, audito oggi dalla Commissione bicamerale di inchiesta sulle scomparse di Gregori e Orlandi.
«La Minardi - ha spiegato quindi - perse credibilità successivamente, a seguito delle dichiarazioni successive quando poi lei modifica molti avvenimenti e da lì l’accusa di essersele inventate; si disse che siccome erano uscite sulla stampa delle sue dichiarazioni, forse la Minardi voleva sfruttare economicamente quella sua nuova notorietà». «Minardi - ha aggiunto quindi - poi a un certo punto tirò fuori mons. Paul Marcinkus» ed anche «le dichiarazioni di Salvatore Sarnataro sulle presunte azioni del figlio Marco non vennero ritenute credibili in sede di archiviazione dell’indagine perchè comunque il figlio era morto e non potevano aversi riscontri da lui» e, continua, «per questo l’indagine si incancrenì, a quel punto io andai via dal pool perchè non ero convinto di come si stava procedendo. Poi ci fu tutto un problema di rapporti con il Vaticano ma io a quel punto ero già andato via».
«Io non ho mai creduto - ha quindi chiarito l’ex pm - che ci fosse di mezzo la Banda della Magliana, non c'entra niente, c'entra De Pedis che è una cosa completamente diversa, c'era una qualche cosa che interessava a De Pedis». Da parte del pool di magistrati poi «vi era una certa difficoltà - ha sottolineato - perchè comunque dovevamo dimostrare effettivamente che c'era un rapporto diretto tra De Pedis, Marcinkus e lo Ior e le maggiori difficoltà le abbiamo avute in quel frangente».
«Secondo me» Renatino De Pedis poteva agire «solo per conto terzi in operazioni come quella di rapire una ragazza per scopo estorsivo», ha aggiunto ancora Roberto Staffa. «Se fosse stata una operazione messa in piedi per motivi economici dalla Banda della Magliana - ha argomentato davanti alla Commissione l’ex pm - sarebbe arrivata una richiesta di denaro, una bella somma di danaro, somma di danaro che invece non è mai stata chiesta e questo è il problema che secondo me ci ha fatto andare in tilt. Qui qualcuno mi può chiedere, che c'entra Marcinkus? C'entra nei termini in cui era presidente dello Ior». A questo punto delle sue dichiarazioni Staffa ha però richiesto la secretazione.